di Matteo Martini
Protettore della Madyamika e dell’insegnamento di Lama Tzong Khapa, e del Vinaya, ossia i precetti monastici.
La sua pratica fu proibita diversi anni or sono dall’attuale Dalai Lama (che alcuni ritengono, forse non a torto, un falso tulku), creando quasi una guerra di religione, e persecuzioni contro monaci e praticanti che non si sono piegati agli editti del Dalai Lama.
Dorje Shugden, oltre che della moralità monastica, è anche protettore del Mandala della Pace nel mondo, e di coloro che sono perseguitati ingiustamente (per cui la sua azione trae forza dagli attacchi che riceve). Pace e moralità, soprattutto, che potremmo dire stanno riemergendo prepotentemente oggi: la prima in relazione alla situazione mondiale, la seconda nella recente scena in cui il Dalai Lama ha palesemente rotto i voti, e in diversi altri “endorsement” al corrotto potere occidentale…
Ho sempre conosciuto le cause politiche della proscrizione della pratica del Protettore voluta dall’attuale Dalai Lama, ma ecco che l’interdipendenza (tendrel) porta il karma a compimento. E per fortuna c’è il karma, a far capire chi aveva ragione.
Non mi sento di aggiungere altro, vi chiedo però di non stabilire la falsa equazione Dalai Lama : Buddhismo.
Il Dalai Lama, tradizionalmente, era ed è solo il detentore del potere temporale, reggente in nome del Khan (perché il Tibet era vassallo dell’Impero cinese). Il Dalai Lama era il capo politico del Tibet, non del Buddhismo, né del Buddhismo Vajrayana, che ha diversi lingaggi. Non è nemmeno a capo del lignaggio Gelupa (la cui guida è l’abate di Gaden).
Tenzin Gyatso è solo il capo di un governo in esilio. Con questo spero di chiudere ogni polemica che non deve toccare il Buddhadharma.

