a cura di Valentina De Cicco
Evocazione e «feticismo»
sono fatti costanti di ogni passione
e di ogni amore profondo.
A ciò va riportato l’impulso dell’amante
a «idealizzare» la donna amata
quasi nei termini di un essere divino,
a fame l’oggetto di un culto,
di una venerazione:
l’impulso spontaneo a «adorarla»,
a mettersi in ginocchio dinanzi a lei
anche quando si tratta di persona
che nella sua umanità
non giustifica affatto tutto questo,
che anzi, secondo ogni giudizio oggettivo,
è senz’altro inferiore all’amante
per intelletto, rango, linea di vita.
Julius Evola, Metafisica del sesso, 1958

