LA COPULA DI SHIVA E PARVATI

di Luca Rudra Vincenzini

Nello Śaktisaṃgamatantra viene proposta una rielaborazione del mito della copula tra Śiva e Pārvatī, da lei risvegliato dopo millenni di profondo tapas meditativo.

In questa riproposizione la Śakti prende le sembianze della luminosa Ādyākālī, la Dea primeva, che grazie al suo magnetismo psichico porta Śiva al versamento del seme (retaḥsaṃvarṣinī). Dalla loro unione potente nacque Sundarī, la sedicenne (ṣoḍaśī), colei che è eternamente giovane e primaverile. Fu così che Śiva abbandona Kālī per la figlia ed il mito dà luogo alla prima “inversione”: la luminosa Kālī è costretta a lasciare il passo alla giovane Sundarī.

Quest’ultima, incorporerà al femminile l’archetipo del demiurgo, non più vasta ed illimitata come la madre, si fà materia (prakṛti) e come tale darà luogo alla creazione assieme a Śiva-Puruṣa. Ovviamente in tale mito si nota un taglio prospettico Sāṃkhya di scuola teista, in cui il Puruṣa insemina la Prakṛti, più che essere un principio coeterno, distaccato e paridignitario.

Dopo la prima inversione, con Śiva in preda alla passione (rāga), avviene la seconda. Ādyākālī, luminosa e bella, si fa oscura ed arrabbiata diviene il tempo, nero ed inesorabile, che spietatamente tutto divora (kāla); mentre Sundarī, fattasi grande, copula con Śiva per dare luogo alla manifestazione.

La terza avviene quando la giovane, bella ed attraente, divenendo l’illusione cosmica, è detta Mahāmāyā, il grande inganno, colei che ti irretisce con il suo fare dolce e ti costringe a girovagare per innumerevoli rinascite. Kālī, invece, nella terza inversione ritorna ad essere sé stessa, ossia una personalità materna, assumendo su di sé i peccati del mondo (Mahādevī). Assume un ruolo benevolo, materno e richiama gli esseri oltre il velo illusorio di māyā.

Possiamo, a mio avviso notare tre riferimenti:

1) nel primo, di stampo antropologico, il mito tocca molti dei tabù tribali presenti all’epoca della sua stesura, quali l’incesto, il tradimento del maschio per il ricambio generazionale, il ruolo della donna come perno di saggezza per la società indiana;

2) nel secondo il tempo appare come spietato distruttore di tutto, come se la divinità, pentita della sua creazione, la riassorba;

3) nel terzo si evidenzia rāga, la passione, come traccia e filo conduttore sia della mentalità tantrica che della vita dell’essere umano. Senza passione la vita diviene un grigio accadimento senz’anima destinato all’implosione.

LA COPULA DI SHIVA E PARVATI
SHIVA E PALA COPULA DI SHIVA E PARVATIRVATI

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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