LA FIEREZZA DI OGNI LAVORO

a cura di Weltanschauung Italia.

Se un figlio si laurea in qualcosa è grande festa, si festeggia, spese, foto, chiamate agli amici, “congratulazioni” di conoscenti e parenti, strombazzate fino a Timbuktu da parte dei genitori entusiasti.
Se invece un figlio apre un’officina di elettrauto o diviene anche solo un saldatore qualificato, a stento lo si dichiara, a bassa voce per vergogna, perché una cosa del genere non merita di esserne fieri.
In Italia, grazie alla mentalità “sinistra” intellettualoide (non certo di VERA intellettualità) che ha prevalso, funziona così.
Una mentalità deviata, contraria alla manualità e all’esperienza sul campo (per quello ci sono i migranti) dove tutti sognano di avere figli col grottesco cappelletto per chiamarlo dottore, anche se magari ha tutt’altra vocazione.
L’importante è laurearsi e dove lo richiede il mercato.
Una mentalità talmente ottusa che se per esempio un figlio volesse fare il contadino, parenti e amici domanderebbero ai genitori: “E allora perché non fa agraria all’università??”. Come se fosse necessario, come se le due cose si equivalessero, quando ci sono contadini che farebbero crescere una pianta rara in mezzo ad una palude, e laureati in agraria che se gli fai vedere una mela neppure sanno cosa è.

LA FIEREZZA DI OGNI LAVORO
LA FIEREZZA DI OGNI LAVORO

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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