di Marco Scarinci
Nel Buddhismo Tantrico (come quello tibetano o nepalese) ci sono quattro classi di Tantra. Dalla classe inferiore a quella superiore esse sono il Kriya Tantra, lo Charya Tantra, lo Yoga Tantra ed infine il Tantra Supremo: Il Maha Anuttara Yoga Tantra.
Per chi segue questa tradizione, si tratta di modi via via più elevati, profondi e completi di approcciare la Divinità. Nel Tantra Supremo, quello più elevato, le Divinità sono sempre in unione sessuale.
Nel Kriya Tantra la Divinità la si approccia come se fosse esterna e superiore, ovvero trattandola come se fosse un Re, facendole offerte, e poi congedandola nei suoi mondi. Più o meno quello che si fa nelle comuni Puja.
Mano a mano che si sale nella classe di Tantra invece ci si inizia sempre più a identificarsi con la Divinità. Nello Yoga Tantra ad esempio ci si identifica fin da subito – autovisualizzandosi – nella forma divina.
Infine, nel Tantra Supremo non solo ci si identifica in essa ma la stessa Divinità sarà immaginata in unione con una consorte.
Questo è considerato, in quel contesto, la più alta modalità di approccio alla Divinità, previo il fatto che ci si sia preparati a sufficienza tramite i Tantra inferiori o altro genere di pratiche preliminari.
In qualche caso, le due divinità in unione – maschile e femminile – vengono incarnate da una coppia di praticanti che si unisce anche carnalmente praticando gli Yoga Sessuali, ma di solito oggigiorno questa forma di Tantra viene seguita in ambienti monastici dove è praticata la castità, quindi si tratta solo di meditazioni fatte in visualizzazione.
In questa immagine si può vedere Vajrasattva, il Buddha della Purezza (e quindi della Purificazione) in unione.

