a cura di Valentina De Cicco
È importante sapersi ritirare in se stessi:
un eccessivo contatto con gli altri,
spesso così dissimili da noi,
disturba il nostro ordine interiore,
riaccende passioni assopite,
inasprisce tutto ciò che nell’animo
vi è di debole
o di non ancora perfettamente guarito.
Vanno opportunamente alternate
le due dimensioni
della solitudine e della socialità:
la prima ci fa farà provare
nostalgia dei nostri simili,
l’altra di noi stessi;
in questo modo,
l’una sarà proficuo rimedio dell’altra.
La solitudine guarirà l’avversione alla folla,
la folla cancellerà il tedio della solitudine.
Lucio Anneo Seneca
“De tranquillitate animi”

