di Mike Plato
11Q13 (11QMelch) – Il ritorno di Melchisedek e il giudizio finale
Il documento ritrovato nella grotta 11Q di Qumran, noto come 11Q13 (=11QMelch), è stato datato paleograficamente tra la fine del I sec. a.C. e l’inizio del II secolo a.C. Esso è composto da vari frammenti dai quali sono state ricostruite due colonne. La colonna 2 si è preservata molto bene, la colonna 3 è ricostruita solo con alcune parole. 11Q13 può essere riguardato come una sorta di targum, uno scritto che in ebraico significa letteralmente “interpretazione”, una parafrasi dei passi biblici che serve a spiegare e a interpretare i brani delle sacre scritture. Nello specifico il testo si occupa di Melchisedek, che viene visto come una figura escatologica destinata a esercitare il giudizio finale per delega di Dio. A lui sono applicati vari passi biblici, volti a provare che egli è
veramente questo agente escatologico.
Melchisedek, il sacerdote degli ultimi giorni
11QMelch intende interpretare e spiegare alcuni passi delle Scritture in prospettiva messianica. Il brano prende le mosse alle ll. 2-3 (colonna 2) dai concetti di anno sabbatico e di anno giubilare definiti dalla legge mosaica nei passi che abbiamo riportato nelle note. Secondo Deuteronomio 15:2 ogni sette anni veniva celebrato l’anno sabbatico, un anno di remissione ed espiazione nel quale venivano condonati i debiti fra gli israeliti. L’anno del giubileo, descritto in Levitico 25:13, aveva luogo ogni cinquant’anni e una delle sue prescrizioni prevedeva il condono dei debiti da parte dei creditori e la restituzione della libertà agli schiavi. 11Q13 estende il concetto di espiazione e di condono, una pratica della legge mosaica destinata a regolamentare i rapporti tra i giudei, agli ultimi tempi prima della fine del mondo. Alla l. 4 l’autore di 11QMelch interpreta i passi ricollegandosi a un brano del profeta Isaia.L’interpretazione è tutta in chiave messianica, essa intende spiegare il passo di Isaia 61 che viene citato nella successiva linea 4 di 11QMelch (12):
Isaia 61:1-2 – Lo spirito del Signore è sopra di me perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà agli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di misericordia del Signore, un giorno di vendetta per il nostro Dio, per consolare tutti gli afflitti, per allietare gli afflitti di Sion.
In questo passo profetico di Isaia si preannuncia per la fine dei tempi la venuta di una figura
messianica (consacrata con l’unzione) destinata proprio a promulgare un “simbolico” anno di misericordia del Signore nel quale si terrà il giudizio di Dio e si avrà il condono di molte sofferenze (anno di misericordia del Signore).
A questo punto, cfr. ll. 6 e 9-10, col. II, 11Q13 fa entrare in scena Melchisedek: “E proclamerà per loro la liberazione, affrancandoli [dal peso di] tutte le loro iniquità” (cfr. l. 6) e “questo è l’anno di grazia per Melchisedek, per esaltare nel processo i santi di Dio per il dominio del giudizio”, come è scritto nei canti di Davide, che dice: “Dio si alza nell’assemblea [divina], in mezzo agli angeli emana la sentenza” (cfr. vv. 9-10).
L’interpretazione di 11Q13, che identifica il sacerdote Melchisedek con il personaggio della profezia di Isaia 61, identifica inoltre Melchisedek con il Salmo 81:
Salmo 81 – «Dio si alza nell’assemblea divina, giudica in mezzo agli dèi. «Fino a quando giudicherete iniquamente e sosterrete la parte degli empi? Difendete il debole e l’orfano, al misero e al povero fate giustizia. Salvate il debole e l’indigente, liberatelo dalla mano degli empi». Non capiscono, non vogliono intendere, avanzano nelle tenebre; vacillano tutte le fondamenta della terra. Io ho detto: «Voi siete dèi, siete tutti figli dell’Altissimo». Eppure morirete come ogni uomo, cadrete come tutti i potenti. Sorgi, Dio, a giudicare la terra, perché a te appartengono tutte le genti. Dio che si alza nell’assemblea divina a giudicare è, secondo 11Q13, Melchisedek. Infatti in 11Q13 alla l. 9 è scritto “come è scritto nei canti di Davide (i Salmi)”, intendendo proprio Melchisedek.
Melchisedek esercita il giudizio di Dio negli ultimi giorni. Quindi il personaggio messianico di Isaia 61 e del Salmo 81 vengono a coincidere nella figura di Melchisedek che sarebbe una figura celeste. Le ulteriori citazioni dei Salmi 7 ed 82 confermano che Melchisedek, in questa interpretazione, è identificato come esecutore del giudizio di Dio sulla terra, come già nel passo di Isaia 61.

