di Weltanschauung Italia
I fattori emotivi sono l’elemento più inappropriato per giudicare uno scenario di guerra o un contesto geopolitico. Evocare il dramma delle morti, la tragedia della violenza, lo scempio della distruzione per indurre una presa di posizione unilaterale e fanatica è un gioco sporco, a cui la propaganda ricorre corroborandone gli effetti con slogan e semplificazioni martellanti.
Un sano realismo imporrebbe innanzitutto la consapevolezza che la guerra è sempre un affare sporco di sangue e compromesso, e che ovunque possiamo trovare vittime, eroi, carnefici, e martiri da esibire a favore della causa di turno. Inoltre, per quanto possibile, sarebbe opportuna una preventiva presa di distanza dal fatto bruto, per considerare in prospettiva gli esiti e le conseguenze di possibili scenari risolutivi.
Invitiamo tutti a chiedersi: quale nuovo ordine sorgerebbe da una vittoria Nato sulla Russia, a fronte di una inverosimile cacciata dei russi dagli ex territori ucraini?
Se Israele confermasse la sua hybris sfrontata radendo al suolo ciò che resta della comunità palestinese nella striscia di Gaza, realizzando così il suo mai celato desiderio di annettere i territori occupati in barba a qualsiasi risoluzione Onu o condanna internazionale, quali sarebbero gli esiti di tale politica di forza nel contesto geopolitico del Medioriente e nel processo di risveglio dell’orgoglio islamico?
Ognuno, a monte di qualsiasi partecipazione emotiva e cordoglio, dovrebbe cercare di darsi queste risposte.
Tratto da: Weltanschauung Italia

