MERCURIO DETTO HERMES

di Vincenzo Di Maio

Esiste un prisma lisergico con inquadrature plasmatiche in continua mutazione plastica e di materiale metallico.

E sembra che sia strettamente relazionato alla ghiandola pineale.

È il Mercurio.

Materiale caro a Hermes, il messaggero dell’Olimpo, è il nome del pianeta più vicino al Sole.

Questo prisma lisergico mi è capitato di ingerirlo incidentalmente da bambino in piccole dosi e chissà se forse non è una delle cause di alcuni problemi vincolanti od opportunità possibili di oggi.

Fatto sta, che questa materia alchemica mi è molto cara poichè credo rappresenti simbolicamente la realtà totale nella sua intera complessità.

Le inquadrature sono mutevoli poiché questo metallo liquido simile all’acqua non possiede colore ma riflette come uno specchio la realtà esterna secondo geometrie variabili semplificate al massimo in un piccolo sferoide ovulare, grande quanto la ghiandola pineale.

Il suo potere musicale è la mutazione continua che si frena soltanto davanti alla serenissima freddura dello zero assoluto.

Inebriante come uno stimolo creativo permette alla fantasia di volare generando porte sensibili alla magia più potente dell’Universo che Dio ha dato agli umani, ricordando ad essi quanto è piccolo il loro mondo davanti all’immensità del Cosmo e alle sue infinite dimensioni di una stessa realtà che apre porte su porte, innescando ordigni poderosi di pura energia tra mondi paralleli sempre più convergenti in un unico punto nodale di realtà infinita e immensa come la grandezza altissima di Iddio.

MERCURIO DETTO HERMES
MERCURIO DETTO HERMES

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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