MELKIZEDEK RE DI SALEM SECONDO IL MIDRASH

a cura di Eli Sheva

E Malkitsedeq, re di Shalèm, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo e benedisse Abramo (Bereshìt 14: 18-19)

Secondo il midràsh (Bereshìt Rabbàh 43:6), che parla qui a nome di Rabbi Yitzchàk HaBavlì, Malkitsedeq era detto «re di Shalèm» perché nacque addirittura già circonciso. Shalèm è infatti sinonimo di tam o tamìm (integro), e integro è chiamato anche chi ha tolto l’orlàh, ossia la pelle del prepuzio. Malkitsedeq è quindi una figura estremamente elevata, tanto che la Toràh lo definisce sacerdote di Dio Altissimo, e il suo stesso nome – Malkitsedeq – significa «il mio Re è giusto». Secondo il trattato talmudico di Nedarìm (32b), era Shem, figlio di Noach talmente giusto da aver meritato di dirigere la prima accademia di Toràh della storia, la yeshivà di Shem e Ever, dove Shem insegnava Toràh persino a Yitzchak e Yaakòv. Anche Rashì dice: era Shem figlio di Noach. Così anche il Gur Aryè (Rabbi Yeudah Loew ben Betzalel, il Maharal di Praga, 1520 ca-1609), che chiarisce – citando il Talmùd (Yomà 12b) – che Shem era sacerdote e non scese mai di livello né di santità per tutti i giorni della sua vita. Rabbenu Bechayà (Rabbi Bachye ben Asher ibn Halawa, 1255-1340) scrive: «Yaakòv rivelò a Yosèph le connessioni mistiche tra le 22 lettere dell’alfabeto ebraico. In altre parole, Yaakòv ha “rivestito” suo figlio Yosèph con la saggezza contenuta nelle ventidue lettere dell’alfabeto che lui stesso aveva imparato quando aveva studiato nelle accademie di Shem ed Ever».

Lo Shelah Hakadòsh (Rav Isaiah Horowitz z”l), grandissimo mequbàl (qabalista) praghese del diciassettesimo secolo, spiega che Avrahàm dava a Malkitsedeq la terumàh e la decima. (Shenè Luchòt HaBerìt, Toràh Shebikhtàv, Toledòt, Ner Mitzvàh 6). Offerta, quest’ultima, destinata unicamente ai leviti e non ai semplici kohanìm~sacerdoti! Eppure Malkitsedeq era un sacerdote e non un levita, anche perché la tribù di Levi – come lo stesso Levi, dopotutto – non era ancora nata. La motivazione di questa affermazione, chiarisce lo Shelah, risiede nel fatto che l’Arizal (Rav Itzchaq Luria z”l, vissuto nel XVI secolo e considerato tra i più grandi maestri di qabbalàh del popolo ebraico), spiega che Aharòn – levita e fratello di Moshè – era in effetti il ghilgùl (reincarnazione) di Malkitsedeq, e Shemuel il profeta era la reincarnazione di Aharòn. Ciò è alluso nel verso «Non è forse Aharon tuo fratello, il levita?» [Shemòt 4: 14]. Anche Shemuel era un levita e Melkitsedeq era un altro nome di Shem figlio Noach. Il nome di Shem coincide con l’inizio di quello di Shemuel. Per tutto ciò Melkitsedeq è sacerdote (di rango più alto, levita) e Levi viene dalla forza della sua anima. Ibn Ezra dice: «C’è chi dice che fosse Shem», e concorda con tutti sul fatto che fosse re (melekh) di un luogo giusto (tzedeq). Quel luogo, Shalèm, è Yerushalàyim.

MELKIZEDEK RE DI SALEM SECONDO IL MIDRASH
MELKIZEDEK RE DI SALEM SECONDO IL MIDRASH

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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