di Giuseppe Aiello
“Per un po’ al-Hakim al-Tirmidhi, che spesso veniva istruito da Khidr, la misteriosa guida immortale delle anime, non lo vide. Poi un giorno una serva aveva lavato i vestiti del bambino, riempiendo una bacinella con i suoi escrementi. Nel frattempo lo shaykh (Tirmidhi), vestito con abiti puliti e con un turbante immacolato, si stava dirigendo verso la moschea. La ragazza, infuriata per qualche sciocchezza, svuotò il catino dalla finestra sulla testa dello shaykh. Tirmidhi non disse nulla e “ingoiò” la sua rabbia. Poco dopo rivide al-Khidr.” ––
Attar, Memoria dei Santi, (NY: Penguin, 1966), 76

