a cura di Ottava di Bingen
“Tu si sei santa, ti sei in ogni tempo salvatrice dell’umana specie, tu nella tua generosità porgi sempre aiuto ai mortali, tu offri ai miseri in travaglio il dolce affetto che può avere una madre.
Né giorno né notte, né attimo alcuno, per breve che sia, passa senza che tu lo colmi dei tuoi benefici; tu per mare e per terra proteggi gli uomini, allontani le tempeste della vita e porgi con la tua destra la salvezza, tu sempre con la tua mano sciogli le fila che il destino aggroviglia in nodi inestricabili, tu calmi le bufere della fortuna e poni un freno alle funeste rivoluzioni delle stelle, te onorano gli dei del cielo e rispettano quelli dell’Inferno, tu fai ruotare la terra, dai luce al sole, governi l’Universo, calchi col tuo piede il Tartaro.
A te obbediscono le stelle, per te ritornano le stagioni, di te si rallegrano i Numi, a te servono gli elementi.
Al tuo cenno spirano i venti, offrono il nutrimento le nubi, gemogliano i semi, crescono i germogli.
La tua maestà temono gli uccelli vaganti per il cielo, le fiere erranti per i monti, i mostri che nuotano nel mare.”
(Le metamorfosi di Apuleio)

