a cura di Pensieri Luminosi
“Numerose leggende circondano la coppa del Graal.
Una tradizione racconta che essa fu intagliata nello smeraldo caduto dalla fronte di Lucifero quando questi, essendosi ribellato a Dio, venne gettato nell’abisso.
È di questa coppa che Gesù si sarebbe servito la sera dell’Ultima Cena e, dopo la sua crocifissione, Giuseppe d’Arimatea vi avrebbe raccolto alcune gocce del suo sangue. Giuseppe d’Arimatea avrebbe in seguito affidato la coppa al proprio figlio, dopo di che se ne sono perse le tracce.
Molti hanno tentato, e tentano forse tuttora, di ritrovarla, ma invano. Qualunque sia l’origine della coppa del Graal e delle sue avventure, l’essenziale è comprenderne il significato simbolico.
La coppa rappresenta il principio femminile: è intagliata in uno smeraldo, e il colore verde è quello di Venere. Questa coppa è il ricettacolo che raccoglie e protegge il principio maschile, lo spirito, qui rappresentato dal sangue che è di colore rosso, il colore di Marte.
La coppa del Graal è dunque l’immagine ideale del corpo di ogni essere umano che abbia saputo lavorare sulla. propria materia per purificarla, per renderla inalterabile, incorruttibile e degna di raccogliere la più preziosa delle quintessenze: il sangue del Cristo, lo spirito.”
Omraam Mikhaël Aïvanhov, cfr. per approfondimenti, La bilancia cosmica, Prosveta edizioni
*” Santo Gral, (dal lat. mediev. gradalis «vaso, recipiente», da cui il fr. Graal) nome dato in un ciclo leggendario medievale al calice o piatto usato da Gesù nell’Ultima Cena o al recipiente in cui si conservava il suo sangue. La leggenda del G., formata da una fusione di elementi derivati dal Vangelo apocrifo di Nicodemo e da scritti affini che raccontavano la storia di Giuseppe d’Arimatea, e di altri appartenenti a leggende celtiche, narra di un eroe puro (Parzival, Galaad) che riesce a ritrovare il santo G. perduto, fonte di salvezza e benefici.
Le elaborazioni poetiche della leggenda, di Robert de Boron, Chrétien de Troyes e Wolfram von Eschenbach, risalgono al 12°e 13° secolo.
Dal poema di Wolfram trasse ispirazione R. Wagner per il suo Parsifal.” Treccani enciclopedia

