a cura di Franco Giovi
Non si addice allo gnostico essere scostante e sgraziato con chi l’avvicina. Poiché è segno di un uomo che non conosce le ragioni degli esseri. (liber gnosticus, 125)
Chiamo nostra razza non quella di chi a noi è congenere per natura, ma quella che lo è per condizione. (lettera 53)
Se vuoi sapere a che punto ti trovi, non paragonarti a quello che eri, ma a quello che sei stato fatto all’origine. (aliae sent.,10)
Il discepolo perfetto non si mortifichi più e l’impassibile non abbia più a sopportare; perché sopportazione suppone sofferenza e mortificazione suppone sollecitazione al male. (practicos,I,40)
La paura non è che l’abbandono del soccorso del pensiero. (centuria, 13)
La sensibilità spirituale è l’impassibilità della natura intelligente. (centuria, I, 37)
Sia le virtù che i vizi accecano l’intelletto. (practicos, II,62)
Se sopravviene una riflessione profonda, valga; non rifiutare un dono del cielo per mantenere la tradizione. (paraenet)
EVAGRIO PONTICO (356-399)

