a cura di Giuseppe Aiello
“È Lui che lasciò liberi i due mari, questo dolce e gradevole al gusto, quello salato e amaro alla lingua, e ha posto tra i due un istmo e una barriera per tenerli separati”. [Sura Al-Furqan 53]
Questo versetto coranico è poi seguito da un altro che descrive la creazione dell’umanità dall’acqua, e Ibn ‘Arabi quindi intende i due mari per riferirsi a due distinti gruppi di persone. Noi – che siamo fatti d’acqua – dobbiamo necessariamente appartenere all’uno o all’altro dei due mari.
Coloro che trovano la creazione visibile e Dio invisibile rimangono nell’illusione della molteplicità, e così assaporano l’amaro e il sale; coloro che trovano la Realtà dell’Unità percepiscono Dio direttamente e assaporano dolcezza e piacere. L’istmo o barriera che separa i due è FURQAN, la capacità di distinguere la Realtà dall’illusione, l’Unità dalla molteplicità. –
Stephen Hirtenstein,la vita spirituale e il pensiero di Ibn ‘Arabi

