di Adam Luz
“Nell’India antica, all’interno della religione dei popoli pre-ariani, esisteva la Divinità chiamata Rudra, che personificava la natura selvaggia e tutto ciò che era pericoloso e impuro.
Egli era rappresentato come un uomo selvatico, nudo o cosparso di cenere delle pire funerarie e accompagnato da cani randagi.
La Divinità di Rudra nel tempo si è fusa con le divinità ariane, dando vita al Dio Shiva.
Nell’iconografia Shiva è rappresentato in molti modi, in base all’aspetto che si vuole rappresentare. Spesso è raffigurato come Mahayogin, cioè “Il praticante di Yoga Supremo” o “il Guru di tutti i Guru”.
In questo caso viene rappresentato seduto nella posa del loto sopra una pelle di tigre, vestito soltanto con un panno di pelle di elefante mentre indossa una collana di teschi oppure dei rosari.
Intorno al suo collo si trova un serpente Cobra arrotolato e i suoi capelli sono annodati in alto, a formare una corona da cui esce un flusso d’acqua che rappresenta il sacro Fiume Gange.
Nei suoi capelli è infilata una falce di Luna e al centro della sua fronte si apre il Terzo Occhio, chiamato appunto “Occhio di Shiva”.

