a cura di Chiara Silvia Salvini
Dall’amata Simone Weil, in Quaderni, vol. IV, Milano, 1993, pp. 338-33
(Ringraziando il gruppo “La Biblioteca di Alessandria”)
“σπείρων. il seminatore; lo stesso termine è usato per il maschio che feconda la femmina. Questo doppio significato è certamente contenuto nelle parabole evangeliche sulla semina. Il seme è la parola di Dio. Il seme è un soffio igneo, pneuma. Il seme entrato nella Vergine era lo Spirito Santo, πνεῦμα ἅγιον . Lo Spirito Santo è anche il seme che cade su ogni anima. Per riceverlo bisogna che l’anima sia diventata semplicemente una matrice, un ricettacolo, qualcosa di fluido: acqua. Allora il seme diventa embrione, poi bambino; il Cristo è generato nell’anima. Ciò che chiamavo io, è distrutto, liquefatto; al suo posto c’è un essere nuovo, cresciuto a partire dal seme di Dio caduto nell’anima. Questo significa essere generato a partire dall’acqua e dallo spirito (…). Al termine di questo processo: ‘io non vivo più, ma il Cristo vive in me’. C’è un altro essere che è generato da Dio, un altro ‘io’, che è appena ‘io’ perché è il Figlio di Dio. Non ci sono ‘figli adottivi’. L’unica adozione consiste nel fatto che, come un parassita depone le sue uova nella carne di un animale, così Dio depone nella nostra anima uno sperma che, giunto a maturità, sarà suo Figlio. E’ così che Afrodite celeste, che è la Saggezza, nasce dal mare. La nostra anima deve essere unicamente un luogo di accoglienza e di nutrimento per il seme divino. Non dobbiamo dare da mangiare alla nostra anima. La nostra anima è un uovo in cui il germe divino diventa uccello. L’embrione dell’uccello si nutre dell’uovo; diventato uccello, infrange il guscio, esce, e becchetta dei chicchi. La nostra anima è separata da ogni realtà da una pellicola di egoismo, di soggettività, di illusione; il germe del Cristo deposto da Dio nella nostra anima si nutre di essa; quando è abbastanza sviluppato, infrange l’anima, la fa esplodere, ed entra in contatto con la realtà. E’ l’Amore nel microcosmo. Quello del macrocosmo, una volta che le sue ali dorate sono spuntate, infrange l’uovo del mondo e passa dall’altra parte del cielo”

