di Vincenzo Di Maio
Indipendentemente dalla riforma dell’attuale governo Meloni, una riforma costituzionale sulla autonomia delle regioni dovrebbe basarsi sul modello Alto Adige, un Sudtirolo che dimostra al resto d’Italia quanto sia importante l’autogoverno delle proprie terre e comunità, al fine di preservare e di valorizzare l’identità dell’area costruendo una coesione sociale che costituisce il fondamento dello sviluppo locale autocentrato sulle risorse umane, finanziarie e naturali del territorio e sulla base degli aiuti nazionali rivolti a tale fine, riscontrando da vicino un collante di coesione sociale tra comunità locali e comunità locali, come tra società municipali e società municipali, nonché tra province e province nell’ottica di una impostazione verticale dell’intera regione nazionale, proprio come avviene anche nell’interesse dell’intera regione italiana del Trentino Alto Adige.
Quindi possiamo dire che questa visione verticale dell’autonomia a matrioska, è un sistema a scatole cinesi che in un Europa Politica Unita, rappresenta ciò che il PRIMORDIALISMO VISIONARIO – movimento politico internazionale vuole intendere come unificazione imperiale di una intera civiltà geografica come è l’Europa per l’occidente del continente eurasiatico di Aurania, una vera e propria Repubblica Magistrale Europea che funzioni allo stesso modo nel rapporto tra la maestranza europea e le singole nazioni europee, una condizione generale che amministrativamente la Cina di oggi applica da millenni come forma di verticalizzazione imperiale tra centro governativo e periferie autonome geograficamente descritte dalla tutela di tutte le minoranze etniche.

