di Giuseppe Aiello
“Dovrebbe esistere un hadith ben attestato che dice qualcosa del tipo “Ai miei tempi (il tempo del Profeta), chi trascura un decimo della shari’ah erediterà il Fuoco, mentre negli ultimi giorni chi mantiene un decimo della shari’ah erediterà il Giardino.”
Confrontatelo con la profezia del padre del deserto Abba Moises. Quando un monaco gli chiese come saranno le persone negli ultimi tempi, rispose: “Le persone in quei tempi saranno molto più deboli di noi; troveranno molto difficile digiunare e rimanere fedeli nelle loro pratiche spirituali. Ciononostante quelle persone saranno migliori di noi, perché avranno l’opportunità di combattere Satana faccia a faccia”.
Questo mi ricorda un insegnamento del passato Pir della Tariqah Nimatullahi, il dottor Javad Nurbakhsh, che disse: “Nel nostro tempo non sottolineiamo più la necessità dell’ascetismo perché semplicemente vivere da persone religiose nel mondo moderno è già di per sé ascetico”.
Allo stesso modo padre Seraphim Rose cita un padre ortodosso che predisse che semplicemente vivere e respirare nell’era dell’Anticristo sarà un peso terribile. È di fronte a questa realtà che Dio invia le grazie compensative degli ultimi giorni. Non renderanno la vita facile, ma ci salveranno dalla disperazione affrontando condizioni che penseresti possano far disperare chiunque. Quindi è tempo per noi di “affrontare la musica” [modo americano per dire “scendere in campo”, “accettare la sfida”].
Se pensiamo di essere in qualche modo “esenti” dalle sofferenze e dalle sfide dei tempi a causa della nostra realizzazione “gnostica” – come gli evangelici con il loro mito moderno egoista secondo cui i fedeli cristiani sfuggiranno alla tribolazione attraverso il rapimento in cielo – allora i nostri cuori si trasformeranno in piccoli pezzi di ghiaccio.
Come disse Gesù: “Non sono venuto a portare la pace, ma la spada”.
Charles Upton (Sidi Akram)

