di Marco Scarinci
A differenza dei maestri falsi, o di quelli veri ma mediocri, i grandi Maestri non hanno alcuna forma di gelosia nei confronti dei propri allievi, e di conseguenza non saranno risentiti se questi dovessero andare ad apprendere qualcosa di spiritualmente proficuo anche da altri insegnanti. Al contrario, loro stessi potrebbero dare all’allievo indicazione di fare ciò.
E’ un uso antico, infatti, nella tradizione tantrica, il fatto che il Guru invii i propri discepoli da altri maestri per apprendere discipline particolari.
Prendiamo l’esempio di Marpa il Traduttore, colui che portò molte trasmissioni tantriche in Tibet dall’India. Era discepolo del grande Mahasiddha Naropa, eppure Naropa non fu l’unico Guru di Marpa.
Innanzitutto, prima di arrivare in India, Marpa passò dal Nepal dove stette 3 anni, ricevendo insegnamenti da Citerpa e Pentapa, due nepalesi discepoli di Naropa. Da loro ricevette insegnamenti preliminari, poi questi lo mandarono ad incontrare il loro Guru Naropa.
Naropa però, che divenne il Guru principale di Marpa, non ebbe un atteggiamento possessivo o esclusivista, ma egli stesso mandò Marpa ad imparare delle importanti pratiche da altri maestri del tempo:
– Da Jnanagarbha, da cui apprese il cosiddetto Tantra Padre basato sulla trasmissione di Guhyasamaja.
– Da Kukkuripa, lo Yogi dei Cani, uno tantrica pazzo che gli insegnò il Tantra Madre basato sulla Mahamaya.
– Da Lalapa, che insegnò a Marpa le pratiche della dea Vajrayogini
– Da Maitripa, che insegnò a Marpa gli insegnamenti sulla Mahamudra, ovvero la meditazione sulla non-dualità
Tutto ciò dimostra che il Tantra autentico non è settario. E’ possibile e legittimo, se ha senso farlo, se non causa dispersione e se si ha la giusta maturità per gestire ciò, imparare più cose da diversi maestri.
Tra questi, colui che ci porterà più beneficio diventerà quello che i tibetani definiscono “Guru Radice”, a cui sarà rivolta il modo primario la propria devozione, ma anche gli altri dovranno essere considerati valide espressioni del Guru Divino, che non è una persona e va al di là di ogni individualità particolare.

