a cura di Giuseppe AielloSull’amore
Khadija, la prima moglie del Profeta, morì poco prima della sua fuga a Medina, a seguito del boicottaggio imposto al suo clan e alla sua comunità dai pagani della Mecca. Mentre giaceva morente, probabilmente a causa della fame estrema e delle malattie causate dall’embargo, il Profeta non poté fare a meno di piangere. La donna che un tempo era una delle donne più ricche e potenti della Mecca stava ora morendo in una tenda improvvisata, abbandonata dai suoi stessi concittadini. “Hai sofferto tutto questo a causa mia”, le disse singhiozzando.
Il Profeta la seppellì lui stesso, spargendo terra sul suo corpo e livellando la tomba con le sue stesse mani. Secondo alcuni resoconti, andò in isolamento per alcuni giorni, per poi emergere con strisce di lacrime ancora visibili sul viso.
Negli ultimi anni, non smise mai di esaltare le sue virtù: “Quando le persone mi negavano, lei credeva in me”, ha detto, “e quando ero accusato di mentire, lei ha testimoniato la mia onestà.”
Quando i parenti di Khadija comparivano davanti al Profeta, egli subito dava loro il cuscino su cui era seduto. Quando gli veniva chiesto di questo, diceva semplicemente: “Amo coloro che lei amava”.
(Sotto: miniatura del Profeta che esegue l’abluzione rituale alla presenza di Khadija, che gli porta un asciugamano).

