Ucraina: una guerra che logora mentre l’inverno stringe la morsa

di Marquez

29 Dicembre 2024

La guerra in Ucraina entra in una fase ancora più complessa con l’arrivo dell’inverno. Il segretario della NATOMark Rutte, ha dichiarato che il conflitto si trova in un limbo: “Non siamo in guerra, ma non siamo neanche in pace”. Tuttavia, il fronte si muove sempre più verso ovest, con Kiev che affronta crescenti difficoltà. La strategia occidentale sembra orientata a fornire un supporto continuo all’Ucraina, ma le sfide sul campo si fanno sempre più evidenti.

Ucraina, progressi continui russi sul campo e difficoltà di Kiev

Un funzionario NATO ha riferito che le truppe russe stanno avanzando più rapidamente rispetto ai mesi precedenti. Se prima il progresso era di pochi metri al giorno, ora si registrano guadagni territoriali fino a 10 chilometri al giorno.

La regione di Kursk, che aveva visto un controllo ucraino significativo, è stata quasi completamente riconquistata dai russi. Nelle regioni di KharkivDonetsk e Zaporizhia, i territori persi dall’Ucraina superano i 1.000 chilometri quadrati mensili, un ritmo che lascia poco spazio a speranze di controffensive efficaci.

Il ministro della Difesa russo, Andrej Belousov, ha sottolineato che nel 2024 le forze russe hanno liberato 4.500 chilometri quadrati di territorio. Le regioni annesse da Mosca, come Donetsk, Kherson, Zaporizhia e Luhansk, sono ormai saldamente sotto il controllo russo, salvo alcune aree marginali.

Un inverno senza tregua

Contrariamente alle aspettative di un rallentamento dovuto alle condizioni climatiche, l’inverno non ha fermato le operazioni militari russe. Le truppe di Mosca continuano a reclutare circa 30.000 nuovi soldati al mese, nonostante le presunte perdite significative. Questo dato solleva interrogativi: se i russi perdono 1.500 uomini al giorno, come dichiarato dalla NATO, sarebbe difficile sostenere tale ritmo offensivo.

D’altro canto, l’esercito ucraino sta affrontando una crisi di reclutamento. Le battaglie prolungate e le perdite massicce hanno portato alla mobilitazione di reclute spesso non adeguatamente addestrate, molte delle quali vengono inviate in prima linea senza esperienza. La situazione è talmente critica che unità specializzate come quelle della difesa aerea vengono trasformate in fanteria per colmare le lacune sul campo.

Ma il film preparato da Washington per il dopo conflitto è già stato preparato e queste cifre servono a preparare l’opinione pubblica: la Russia, nella narrazione apparecchiata, comunque vada non avrà ‘vinto’: avrà perso centinaia di migliaia di uomini, svuotato gli arsenali, devastato l’economia; e l’esercito di Kiev, nonostante sia stato riempito di armi, tecnologia, aiuti di intelligence, dei media, tanto da renderlo uno dei più efficienti al mondo, verrà presentato come un manipolo di coraggiosi, il Davide che ha resistito a Golia.

Il peso delle perdite umane

La questione delle perdite è sempre più centrale. Mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky minimizza i numeri, dati provenienti da canali come Rezident e Slavyangrad parlano di cifre drammatiche. Si stima che i soli necrologi pubblicati dai media ucraini dall’inizio del conflitto abbiano raggiunto quota 540.000, con il numero di militari disabili che supera i 420.000. Il tasso di mobilitazione è sceso drasticamente: dai 35.000 arruolati mensili in estate a soli 20.000 in autunno, con una percentuale crescente di reclutamenti forzati.

L’inverno non ha rallentato nemmeno le operazioni di bombardamento. La Russia ha intensificato gli attacchi alle infrastrutture critiche ucraine, compreso il sistema energetico, mettendo a dura prova la resistenza civile e militare. Kiev risponde con attacchi mirati in territorio russo, ma con l’80% del suo potenziale energetico distrutto, la capacità produttiva di armi e munizioni è gravemente compromessa.

Prospettive di negoziato

Sul piano diplomatico, la possibilità di negoziati rimane lontana. Mosca continua a ribadire che il riconoscimento delle annessioni è una condizione imprescindibile per aprire un dialogo. Nel frattempo, il Cremlino sottolinea che le dinamiche del conflitto sono chiare: “Stiamo andando avanti”, ha dichiarato il portavoce Dmitri Peskov.

Con l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca previsto per gennaio, alcune speranze di un cambio di strategia diplomatica si affacciano all’orizzonte. Il presidente eletto ha espresso l’intenzione di incontrare Putin per porre fine al conflitto, ma resta da vedere se questa promessa si tradurrà in azioni concrete.

L’inverno potrebbe non essere solo una stagione, ma una metafora del gelo geopolitico che circonda questa guerra.

Tratto da: Kultur Jam

Ucraina: una guerra che logora mentre l’inverno stringe la morsa
Ucraina: una guerra che logora mentre l’inverno stringe la morsa

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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