Dalla pagina di Osservatorio Italiano sul Neoliberalismo
La proposta di Trump e Netanyahu della “soluzione finale” a Gaza, con la deportazione di un milione e mezzo di persone, la cancellazione della civiltà palestinese e la trasformazione di Gaza nella “Costa Azzurra d’Oriente” è la semplice espressione esplicita e coerente del cuore del sistema politico-economico incarnato da Usa e Israele: volontà di potenza supportata da un millenarismo in parte religioso (Israele, la terra promessa da Dio) in parte secolare (Usa, l’esportazione della civiltà); interesse economico che passa come un rullo compressore sui diritti umani; suprematismo, razzismo e negazione dell’umanità dell’altro.
Non è questione di attribuire queste colpe alla totalità dei popoli americano e israeliano, dove ci sono differenze di opinione e aree (pur minoritarie) di dissenso rispetto alla linea complessiva; è semmai questione di prendere consapevolezza della logica oggettiva che muove il sistema politico-economico guidato da Usa e Israele.
Gli Usa e Israele, oggi come mai nella storia, sono un problema per tutta l’umanità. La diminuzione della loro forza e capacità di intervento politico nel mondo deve essere una priorità per chiunque abbia a cuore la giustizia e la pace nel XXI secolo. Questo deve essere la stella polare, il criterio in base a cui giudicare gli eventi (anche bellici) che avvengono a livello internazionale e in base a cui prendere posizione. L’ascesa dei BRICS a livello globale deve essere sostenuta; la maggiore cooperazione tra Europa e BRICS auspicata e perseguita a livello politico.

