di Vincenzo Di Maio
L’Europastan, ovvero l’unificazione dei Popoli d’Europa, in qualità di mesoscopico scopo di generazione concreta della civiltà europea è il nesso centrale di risoluzione dei problemi mondiali, in quanto il vero centro mondiale della globalizzazione occidentalista risiede proprio qui in questo cardine continentale eurasiatico, un centro mondiale derivato dal colonialismo, poi imperialismo, neocolonialismo e infine postcolonialismo europeo che, gestito oggi dai poteri forti dell’Alta Finanza angloamericana e del suo Sionismo Internazionale, fa dell’Unione Europea come se fosse un vero e proprio computer logistico di computazione e di gestione del mondo, uno strumento farraginoso al servizio degli interessi sionisti internazionali presenti in tutte le nazioni del mondo, un computer gestito dal potere politico degli americani, dell’intelligence dei regnanti inglesi e dall’influenza omnipervadente degli interessi dello stato israeliano, uno stato di subalternità dell’Unione Europea che sottomette a sua volta i Popoli d’Europa ad una farraginosa burocrazia contraddittoria, un deep state europeo che si somma alla presenza invadente di tutte le basi NATO situate in Europa.
Abbiamo a che fare con un una situazione complessa generata dalla spartizione storica in aree di influenza decise dalla pace di Yalta nell’immediato secondo dopoguerra tra USA, UK e URSS, da Roosevelt, da Churchill e da Stalin che, dopo aver conquistato tutti i paesi terrestri dell’Europastan con i loro eserciti, hanno imposto accordi bilaterali mediante il loro ruolo di stati occupanti e creditori di guerra, che hanno conformato la famosa cortina di ferro che attraversava simbolicamente quel muro che divideva Berlino in due parti, una cortina che divideva l’Ovest europeo dall’Est europeo ma che con la caduta storica di questo muro il 9 novembre 1989, viene segnato un momento mirabile della storia che sancì poi gradualmente anche la fine dell’URSS di Michail Gorbačëv il 21 dicembre 1991, lasciando il potere di influenzare il mondo alla cosiddetta comunità internazionale di USA, dell’UK e dello stato di Israele, una cortina europea che ancora esiste a causa di un sionismo politico che poi diede impulso al momento storico del monopolarismo occidentale nei confronti del resto del mondo ma che con la crescita economica esponenziale di nuovi giganti economici e politici come la Cina e la Russia, si dà inizio al momento storico del multipolarismo confluito nell’attuale assetto politico multilaterale dei BRICS+.
Questa complessità storica non incomprensibile, può essere definita e semplificata attraverso la disposizione di tre livelli di analisi delle relazioni internazionali, che permettono di chiarire il contesto in cui si trovano i popoli d’Europa: nel livello macroscopico si presentano le influenze dell’ONU e delle sue agenzie ed organizzazioni internazionali che insieme alla NATO ingeriscono dalla loro posizione per interessi che non appartengono ai popoli europei ma al giro di finanziamenti globali che le mantengono ancora in piedi, poi abbiamo il livello mesoscopico in cui si presenta l’Unione Europea con il suo organigramma privo di un’integrazione coerente, tale che favorisce un continuo conflitto istituzionale tra le istituzioni europee, in quanto non vige la sovranità verticale di una guida a senso unico che investa equamente tutte le nazioni ma diventa di fatto tutto un complicato meccanismo farraginoso di gestione dei proventi elargiti dai popoli contribuenti, un livello di analisi a cui si contrappone attualmente tutti il movimento patriota dei paesi sovranisti che, a livello microscopico, cercano di attutire i colpi di questa cattiva gestione dell’Unione Europea attraverso contrapposizioni nel Parlamento Europeo e nel Consiglio d’Europa che cercano di influenzare politicamente la Commissione Europea, una situazione generale in cui ci rimettono soltanto i Popoli d’Europa che, attraverso il loro dissenso ancora disordinato, non sono riusciti ancora a far valere un’istanza congiunta finalizzata alla salvaguardia degli interessi popolari della loro sovranità indipendente dalle ingerenze del Sionismo Internazionale di USA, UK e Israele, delle ingerenze estranee che si nascondono dietro alle parvenze di tutte le tipologie di organizzazioni internazionali presenti in Europa, a cominciare dall’uscita dalla NATO, una situazione che nonostante i venti favorevoli apportati dalla presenza del governo statunitense del conservatore e rivoluzionario Donald Trump e della presenza dei paesi BRICS+, ci troviamo di fronte ad una situazione in cui davvero i Popoli d’Europa sono chiamati all’azione congiunta per la formazione di una Assemblea Costituente Europea che possa realizzare il progetto identitario di una repubblica delle repubbliche, una Repubblica Magistrale Europea che ridia lustro alla civiltà di Europastan che, come vedremo, restituirà il potere decisionale alla voce dei popoli europei.
Quindi, da questa dettagliata analisi generale si evince soprattutto che, per costituire l’Europa dei Popoli si necessita di un processo irredentista dell’identità europea colta nella sua essenza millenaria, quale figlia del rapporto tra l’Impero Romano e le orde delle Grandi Migrazioni dei barbari del nord, come anche dei rapporti costanti fra Flussi di Frontiera di persone bisognose di aiuto a causa di guerre e calamità, di Relazioni Diplomatiche tra imperi e tra nazioni, di Traffici Economici continui tra i mercanti e gli artigiani e di Relazioni Interculturali per scambi di interessi sacri e religiosi come quello tra Cristianesimo e Islam che oggi vede ovunque la costruzione di templi per l’Hindudharma, il Buddhadhamma e il Daojiao, uno spirito del tempo che ha generato e intessuto legami di lunga durata sul suolo della nostra civiltà, portando dopo millenni a far emergere l’idea di una “Europa Unita” che era già il sogno medievale di Carlo Magno come del suo Sacro Romano Impero ma che purtroppo è stata strumentalizzata e manipolata dai poteri forti e occulti che hanno spartito per interesse gli accordi su come e su cosa sarebbe diventata l’Unione Europea, e quindi l’UE non è come invece dovrebbe essere frutto di una attenta valutazione delle comunanze tra i paesi contraenti secondo una saggia filosofia spirituale ma è il prodotto di una serie di convenzioni trattate per consuetudine in rapporti bilaterali e multilaterali, una situazione che paradossalmente era iniziata meglio nel XX° secolo arrivando alla definizione della Comunità Economica Europea ma che con il Trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992, deciso già dal potere di influenza inglese sul famoso Yacht Britannia, siamo arrivati così all’attuale e disastrosa situazione concretizzatasi nella conformazione dell’Unione Europea, una struttura sovrastatale farraginosa strutturata come una gigantesca burocrazia lontana dal popolo europeo, che lo riconosce soltanto al momento del voto e della riscossione dei contributi nonché alla influenza sui governi nazionali per decisioni lontane dalla volontà generale e dai bisogni dei popoli europei.
Per realizzare realmente l’unificazione dell’Europa bisogna tener presente che essa non riguarda le nazioni dell’ex-URSS come l’Ucraina o la Georgia, ma riguarda il triangolo insito tra Lisbona, Oslo e l’odierna Istanbul (ex Bisanzio), una triangolazione geografica che racchiude in sé la vera identità europea, rappresentata dal Portogallo, dalla Spagna, dalla Francia, dall’Irlanda, dall’Islanda, dall’Inghilterra, dalla Svizzera, dal Belgio, dall’Olanda, dal Lussemburgo, dall’Italia, dalla Germania, dalla Danimarca, dalla Norvegia, dalla Svezia, dalla Finlandia, dalla Russia europea di Kaliningrad, la Lituania, l’Estonia, la Lettonia, la Polonia, la Ceca, la Slovacchia, l’Ungheria, l’Austria, la Slovenia, la Croazia, la Bosnia, la Serbia, la Romania, la Bulgaria, il Montenegro, il Kosovo, la Macedonia, l’Albania, la Grecia e infine la penisola della Tracia attualmente turca, perché essa è parte integrante del vero spirito di Europastan.
Pertanto dopo aver definito cosa è l’Europa oggi dal punto di vista geografico, storico e antropologico, bisogna comprenderne le strategie politiche, economiche e culturali che ne possano favorire l’integrazione in un processo confederativo di unificazione all’interno del quadro normativo di una Repubblica Magistrale Europea che possa nascere dalla costituzione di una Assemblea Costituente Europea che faccia attraversare indenne la transizione dalla Unione Europea alla Repubblica Magistrale Europea.
Per legittimare una Assemblea Costituente Europea c’è bisogno di fare in modo di allargare il consensus populi in modo trasversale dal mondo extraparlamentare arrivando al mondo parlamentare nelle proprie nazioni di appartenenza, per portare avanti lo scopo obiettivo di realizzare il progetto di una Repubblica Magistrale che, dopo aver chiaro la visione di cosa si intende per tale programmazione, si proceda alla istituzione di una Assemblea Costituente che indica e vigili sulla realizzazione di nuove elezioni sincronizzate in tutto il cardine continentale europeo, come anche di formare i partiti concorrenti europei con i relativi capolista che aspirano a diventare Magister Politicus, attraverso un unico giorno di voto in cui dare fiducia al proprio partito di interesse nel livello regionale, i cui risultati totali europei stabiliscono con uno sbarramento al 7% i partiti che possono accedere ai diversi livelli amministrativi e di governo e un premio di maggioranza del 50%+1% per garantire la governabilità per tutta la legislatura vigente di 5 anni, una ripartizione di tutti i livelli di governo conformati da una “diarchia nuziale” di “due teste un voto” che permetta la condivisione delle politiche di governo in 108 coppie di seggio per ogni livello amministrativo delle due metà del Cielo, un totale di 216 componenti dei livelli di analisi, di amministrazione e di governo che vanno letti secondo un ordine discendente dal Consilium Populi della Civiltà Europea, al Consilium Nationis della Nazione Europea, al Consilium Ethnicus della Regione Europea, al Consilium Districtivus dei Biodistretti Europei, al Consilium Municipium delle Città Municipali e infine al Consilium Villicus delle sue Circoscrizioni Municipali o Comunità di Villaggio, il disegno di una geografia dei limiti amministrativi che definisce rispettivamente il Magister Politicus, il Primus, il Dux, il Prior, il Maior e il Caput, in qualità di governatori di tutte le realtà amministrative della civiltà europea, in cui il giorno di elezione dei Popoli d’Europa il voto viene esercitato votando i partiti europei con collegio regionale e ad elezione diretta del Magister, di modo che le coppie diarchiche degli eletti del Consiglio Etnico della Regione (Consilium Ethnicus) decidono quali coppie nominare come rappresentanti nel livello superiore nazionale (Consilium Nationis) che a sua volta nominerà la rappresentanza diarchica della nazione all’interno del Consiglio dei Popoli d’Europa (Consilium Populi), un procedimento che il Consiglio Etnico della Regione dovrà applicare anche alla nomina dei tre livelli inferiori, di modo che i migliori animatori sociali e politici vengono premiati dal partito vincitore e il senso di appartenenza e di prossimità della politica verso i popoli viene salvaguardato dal rapporto di conoscenza diretta dei politici nei confronti della sua etnia regionale.
Con questo apparato così disposto, il sistema politico e amministrativo della Repubblica Magistrale si concentra nel Consilium Populi, ossia nel nuovo parlamento europeo monocamerale e allo stesso tempo contemporaneamente verticale, in quanto funzionante come il rapporto che nell’attuale Germania vige tra il Bundesland regionale che si relaziona direttamente nel Bundesrat nazionale ma applicato a tutti i nuovi sei livelli di amministrazione sia in senso ascendente dal livello più basso a quello più alto e sia in senso discendente dal livello più alto a quello più basso e così via nei rapporti intermedi tra essi, poiché in questo modo si favorisce la cooperazione sociale e l’ascolto delle popolazioni locali in materia di progettualità che attraversano città e luoghi sensibili che possono deturpare la socialità umana, il paesaggio ambientale e l’impatto generale delle politiche di governo, apportando in tal modo motivate modifiche eventuali alla programmazione politica a livello locale e, ovviamente ciò comporterà la nomina anche dei vari dicasteri di competenza per ogni livello di amministrazione.
Con una simile chiara visione, il Sacro Romano Impero viene onorato dalla presenza del Magister Politicus che, come un Augusto Imperatore, domina la scena di tutte le Legioni d’Europa che a lui giurano fedeltà in qualità di Esercito d’Europa dove il Latino diventa nuovamente la lingua franca degli europei.
Attraverso una tale progettualità inscritta come obiettivo condivisibile e realizzabile sul piano pratico, si avvia così un processo irredentista di adesione popolare plebiscitaria al progetto della Repubblica Magistrale Europea, tale che attraverso una tale legittimità i governi nazionali di qualsiasi stato-nazione europeo sono costretti a provvedere alla realizzazione di tale piano di transizione costitutiva di Europastan, un progetto che poi dovrà di fatto influire sul resto del continente eurasiatico di Aurania, al fine di realizzare l’impalcatura politica e costituzionale utile a coordinare tutte le cinque civiltà cardinali secondo una tale precisa visione che influenzerà a sua volta gli altri continenti nel resto del mondo per realizzare l’Antico Ordine Planetario in attesa della venuta del Salvatore Promesso dall’escatologia profetica delle Cinque Sacre Religioni Tradizionali Rivelate e Autentiche.
Questa è l’unica via possibile per oltrepassare l’attuale fase di decadenza dello Stato-Nazione europeo inserito nel suo sistema internazionale, anche perché questa via percorribile è l’unica che possa permettere pacificamente di attraversare questa transizione di decrescita in atto, altrimenti non ci resta che piangere sul collasso dell’impianto europeo della UE se non di una scellerata intenzione belligerante che pure serpeggia nella Vecchia Europa. A noi la scelta!

