RICONOSCERE LA PROPRIA CONSAPEVOLEZZA

a cura di Fumo Fuffu Fuffu

Se un figlio approva tutto ciò che i genitori dicono e trova buono tutto ciò che fanno, vien detto figlio indegno. E lo stesso si dice di un ministro che si comporti così nei riguardi del proprio principe.

Ma se qualcuno approva tutto ciò che gli altri approvano e trova buono tutto ciò che gli altri trovano buono, non si dice che è un adulatore.

È forse migliore degli altri?

Coloro che non fanno altro che imitare gli altri adottandone i pregiudizi, senza tuttavia riconoscersi come appartenenti alla massa, si può dire che raggiungono il colmo dell’incoscienza.

Chi riconosce la propria ignoranza non è poi così ignorante; chi riconosce il proprio smarrimento non è poi così smarrito. Chi è davvero smarrito non prende mai coscienza del proprio smarrimento. Un vero ignorante non prende mai coscienza della propria ignoranza.

Così le parole elevate non toccano il cuore dell’uomo comune. Le parole supreme non riescono a farsi udire: sono ostacolate dalle parole volgari.

( Zhuangzi )

RICONOSCERE LA PROPRIA CONSAPEVOLEZZA
RICONOSCERE LA PROPRIA CONSAPEVOLEZZA

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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