a cura di Martino Zeta
La percezione era davvero una faccenda illimitata e misteriosa. Dei miliardi di possibilità percettive che esistono nell’universo, l’uomo ne isola solo alcune. La sua capacità di isolare e selezionare è ciò che gli dà un senso di sicurezza, riduce la dissonanza e gli permette di vivere in quello che crede sia un ambiente sicuro, dove la morte non è un evento che può accadere subito. Tuttavia, per allontanarsi dal conosciuto, bisogna, come fanno i fenomenologi, mettere in discussione i modi di percepire basilari e scontati. Ma per mettere in discussione la sicurezza della propria realtà, occorre una minima possibilità di percepirla diversamente. Solo allora si può imparare qualcosa che ancora non si sapeva; o vedere qualcosa che non si era già visto. Poi capii che quello che Clara ed Emilito volevano insegnarmi era un nuovo modo di percepire con il corpo; un modo in cui il sé personale o il sé psicologico non ha la precedenza. Un mucchio di volte avevano ribadito che abbiamo a disposizione altre possibilità di percezione; possibilità non incluse nella comprensione quotidiana del mondo. […] Lasciar andare il conosciuto e l’abituale era la chiave, avevano detto. Immagazzinare energia per muoversi era il mezzo. “Da cosa devo stare lontana?” insistei. “Dalle tue aspettative, di ciò che gli altri si aspettano da te, in breve da tutto ciò che eri, sei o speri di essere”, rispose Clara. “Lasciati andare e lascia che l’energia lavori direttamente sui tuoi sensi, senza interpretare o pensare con la tua mente limitata. Se devi interpretare, fallo nel modo delle streghe, che elaborano le categorie, e poi di se ne sbarazzano.” “Dimmi Clara, che cos’è esattamente uno stregone?” le chiesi. “Uno stregone è una persona che, attraverso la disciplina e il risparmio dell’energia, è in grado di percepire più di quel che percepiamo nel mondo di tutti i giorni”, rispose. A poco a poco capii che gli stregoni avevano il loro modo di percepire e interpretare. L’intento stabilito da una lunga stirpe di stregoni e streghe, aggiungendo ciascuno il proprio potere, la propria comprensione, le proprie spiegazioni personali, aveva portato a una realtà parallela, tanto reale e prevedibile quanto quella in cui siamo nati. Bisognava usare la stregoneria per comprendere la percezione, poi applicarne le tecniche per abbattere le barriere che ci tengono prigionieri. “Ma siamo condannati per sempre a spiegare e interpretare il mondo?” Chiesi. Clara scosse la testa. “No. Alla fine si arriva al punto in cui non è necessaria alcuna spiegazione o non può essere data alcuna spiegazione. Lì si smette di pensare e ci si immerge in silenzio nel mistero.”

