L’ULTIMA CENA E LA DOTTRINA DEL SACRIFICIO

a cura di Giuseppe Aiello

La “dottrina del sacrificio” è un tema molto complesso, e bisognerebbe innanzitutto capire cosa si ‎intende. La parola in sé vuol dire “rendere sacro”. ‎

Nell’evento dell’ultima cena, bisognerebbe anche capire bene il significato del “pane” e del “vino”.‎

‎ Ad esempio, è noto che il vino è un “alimento” divino, simbolo di conoscenza superiore che porta ‎all’ebbrezza mistica (vedesi le poesie mistiche sufi ecc.), e il “pane” invece è un “alimento” terreno ‎simbolo del lavoro, all’azione, allo sforzo/jihad (si pensi all’espressione “guadagnarsi il pane” ecc.).‎ ‎

Il “sacrificio” comunque nel suo significato più universale, e che comprende un pò tutti gli altri ‎significati, è la lotta dell’Anima contro l’ego, il sacrificio di se stessi per superare il limite ‎dell’individuo e ricongiungersi con l’Assoluto. E ciò va compiuto servendo Lui (da soli, in famiglia, al ‎lavoro, nella società, ovunque), applicando le sue direttive e perseguendo gli obiettivi individuali e ‎comunitari che ci ha indicato in quanto Suoi “luogotenenti” sulla terra. ‎

Se ci pensiamo, il “senso della vita” è semplicissimo da capire: servire/adorare chi ci ha creato, ‎perchè ciò coincide con la nostra felicità e massima realizzazione, che se seguiamo con costana e ‎serietà un percorso spirituale, a certi livelli già riusciamo a sperimentare in questa vita, con stati ‎interiori di calma, gioia e serenità non intaccati neanche dai più negativi eventi esteriori e ‎contingenti, ma che nella sua pienezza – Dio ci ha promesso e informato – sperimenteremo dopo la ‎morte. ‎

Capirlo è facile, molto difficile è accettarlo (si preferisce a livello conscio essere atei, o “agnostici” e ‎vivere/godersi la vita ricorrendo sensa sosta stati “felici” e “piacevoli” a livello fisiologico e/o ‎emotivo che appaiono e scompaiono lasciandosi perennemente insoddisfatti e sostanzialmente ‎infelici…), ma ancor più difficile è perseguirlo e attuarlo, perchè nella vita concreta, ordinaria, ‎quotidiana, non è una passeggiata, ma appunto un “sacrificio”.

L'ULTIMA CENA E LA DOTTRINA DEL SACRIFICIO
L’ULTIMA CENA E LA DOTTRINA DEL SACRIFICIO

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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