di Giuseppe Aiello
“Non esiste altro che questa nostra vita (hayaa) in questo mondo: moriamo e viviamo e non saremo risuscitati. Non è altro che un uomo che ha inventato menzogne contro Allah e noi non gli presteremo alcuna fede! (23:37)
Dicono: «Non c’è che questa vita terrena: moriamo e viviamo (hayaa); quello che ci uccide è il tempo (dahr) che passa». Invece non possiedono nessuna scienza, non fanno altro che illazioni. Quando vengono recitati a loro i Nostri versetti espliciti, non hanno altro argomento eccetto: «Fate risorgere i nostri avi, se siete sinceri». Di’: «Allah vi dà la vita e poi vi dà la morte, quindi vi riunirà nel Giorno della Resurrezione. Non c’è dubbio in proposito, ma la maggior parte degli uomini non lo sa».45:24–26)
Guardiamo attentamente. In entrambi i versetti, prima si parla della morte e poi della vita. Dio nel Corano ha scelto le parole e la loro sequenza per ragioni specifiche.
Al-Mufradat fi Gharib al-Quran (Dizionario dei termini coranici dello studioso islamico Al-Raghib al-Isfahani), menziona che “hayaah” significa anche “serpente” Gli arabi beduini avevano 200 parole per “serpente”. Raghib dice che “serpente” è anche chiamato “hayaa” per la sua lunga vita. Gli arabi pensavano che il serpente incontrasse la morte solo a causa di un incidente, ma la sua vita non finisse.
“DAHR” è il tempo assoluto, al di fuori del nostro mondo. Era presente prima di noi e sarà presente dopo di noi.
Il gruppo discusso in questo versetto credeva che il tempo/”DAHR” avesse un punto di inizio e una fine. Erano soliti credere di morire e rinascere ancora e ancora, fino alla fine del Tempo/”DAHR” (proprio come un serpente che cresce e si restringe continuamente). E non credevano che l’uomo sarebbe risorto dopo la morte e avrebbe incontrato Dio per il giudizio (concetto islamico di resurrezione e Giorno del Giudizio). Così, quando fu spiegata loro la risurrezione attraverso i libri di Dio, dissero: “Risuscitate nostro padre per provare se la vostra affermazione è vera”.
Si noti che storicamente, nel mito antico, “Serpente” è anche simbolo di “Rinascita” poiché cambia la sua pelle più volte.

