di Vincenzo Di Maio
Dopo i fatti avvenuti a Treviso in merito ad una visita scolastica all’interno di una moschea islamica, bisogna comprendere il senso del recupero della Tradizione Primordiale nei valori civili e imperiali del culto del Sole e della Luna.
La migliore cosa da fare a scuola è conoscere, e proprio in nome della virtù e della conoscenza, bisogna far conoscere tutte le religioni del mondo nelle scuole di ogni ordine e grado, anche visitando i luoghi di culto di queste religioni, ascoltando catechismi di varia estrazione e rispettando i luoghi secondo propri usi e costumi.
Ciò che invece andrebbe aborrito è la richiesta di far pregare secondo loro indicazioni, in quanto ogni bambino nasce e cresce in una famiglia appartenente ad una o due precise religioni, una usanza di favoreggiamento del dialogo che potrebbe fare riemergere i misteri del Culto Solare nelle scuole di tutto il mondo, quale culto civile di tutte le nazioni, etnie e tribù, un culto popolare addetto a tutti i luoghi di culto religioso, poiché il Sole Cosmico più lontano nell’universo è il centro del Loto del Limite dietro cui risiede l’artefice divino della vita cosmica, una entità suprema e generale che risulta essere centrale in tutti i culti religiosi particolari del mondo, denominato da essi in modi diversi ma doverosamente inerenti allo stesso unico principio unificante.
Allo stesso modo e secondo lo stesso criterio va ripreso anche il valore femminile del Culto Lunare, quale culto dell’Altra Metà del Cielo che fa riemergere il senso nascosto dello sposalizio tra il Sole e la Luna, il valore dell’invisibile e del fascino nel mistero.
In questo modo troveremo la strada per raggiungere il senso appropriato della Tradizione Primordiale: la via del ritorno a casa…

