a cura di Martino Zeta
“Il motivo per cui ci consideriamo separati da tutto il resto”, spiegò Nélida, “è precisamente perché stiamo pensando. È il pensiero che ci separa dalla totalità e ci fa dimenticare la nostra comune origine. […]
“Noi tutti, siamo fatti di luce”, continuò Nélida. “La luce attiva il corpo energetico e, anche se abbiamo forma umana, per uno stregone che vede, siamo essenzialmente dei filamenti di luce.”
Nélida disse che il nostro lato umano era un’eredità scimmiesca; e aggiunse che il retaggio animale ci fa agire in modo indisciplinato.
“Ma abbiamo un altro lato che è totalmente nascosto.”
“Come fai a sapere che esiste un altro lato, se è totalmente nascosto?”
“Gli stregoni lo vedono, e tutti noi sappiamo che c’è”,mi assicurò. “Ma anche se è vicino (perché è il nostro vero sé), rimane sempre fuori portata. Finché ci manteniamo aggrappati alla nostra forma scimmiesca, non possiamo mai attingere a quell’altra parte, la parte che gli stregoni chiamano corpo energetico o doppio.”
Sospirai e guardai le braci ardenti.
“Tutti noi desideriamo qualcosa che ci sembra irraggiungibile”, disse Nélida, percependo il mio stato d’animo.
“Ne vediamo la possibilità nei sogni; vogliamo essere più energici, ma cerchiamo di realizzarla nelle cose del mondo.
Pertanto, siamo destinati a fallire.
“Perché?”
“Perché la parte che stiamo cercando, e che ci rende completi, non è nel mondo. Quella parte è il corpo energetico. Appartiene al regno della pura energia. Per contattare questa parte, dobbiamo rivolgere lo sguardo altrove.”
Nélida disse che la ricapitolazione ci permette di vedere che i possessi fisici e intellettuali che abbiamo così assiduamente accumulato, sono un miraggio davanti agli occhi.
Eppure ci aggrappiamo come se da questi dipendesse la nostra sopravvivenza, e ci aggrappiamo anche se sappiamo che è solo un accordo illusorio basato sulla nostra partecipazione a un quadro percettivo comune.”
“Perché la ricapitolazione è così importante?”
“Perché la ricapitolazione ti permette di costruire una piattaforma energetica, dalla quale puoi valutare le preoccupazioni e le esperienze che consideri la tua vita. In altre parole, la ricapitolazione ti permette di avere l’opportunità di entrare in contatto con l’altro.”
“A cosa assomiglia l’altro?” Nélida mi guardò attraverso il bagliore delle braci morenti.
“È la luce che ci muove, prima che venga plasmata dalle interpretazioni. Non c’è niente di peggio che limitare la nostra energia alle circostanze della nostra vita. Fin dall’infanzia, veniamo plasmati e deformati con etichette, fino a che pensiamo che il nostro sé personale sia tutto ciò che c’è, e perdiamo completamente di vista il nostro sé energetico o doppio.”
(Taisha Abelar – Cacciare con il doppio)

