FARE UNA SCELTA

a cura di Psicoenergetica

Ogni volta che devi fare una scelta, sei in uno stato di possibilità latenti. Tutte coesistono, tutte esistono. Finché non ne scegli una. Finché non la osservi. Finché non la pensi. È il principio della sovrapposizione quantistica: una particella può trovarsi in più stati contemporaneamente, finché non viene osservata. Solo l’osservazione fa collassare la funzione d’onda. Solo quella scelta mentale definisce la realtà.

E questa non è solo teoria. È esperienza concreta. Pensa a una persona che sa di essere osservata mentre fa un lavoro. Cambia comportamento. Non agisce più in modo spontaneo. Sente pressione. Si irrigidisce. Sbaglia. Dice: “non guardarmi, mi metti in agitazione.” Non è la persona in sé che la disturba, è il campo dell’osservazione che ne modifica l’azione.

Ora vai un livello più in profondità. Succede lo stesso quando stai pensando a cosa scegliere. Se qualcuno ti osserva mentre stai pensando, anche il pensiero si contrae, si confonde, si condiziona. È l’osservazione che altera il processo interno. Come nel gesto, anche nella mente. Il pensiero che stavi per formulare si modifica. Non è più libero. Non è più tuo, intero, coerente. Collassa sotto pressione. E magari scegli qualcosa che non era la tua frequenza originaria, ma quella indotta dal campo osservante.

Ogni scelta che fai, è stata pensata. Anche se credi di non averci pensato. Anche se l’hai fatta “d’istinto”, “d’impulso”, “di cuore”. Anche se ti sei convinto che sia arrivata da un’intuizione superiore. Ogni scelta è una direzione dell’energia. E ogni direzione dell’energia nasce da una forma pensiero.

Non esiste scelta senza pensiero. Esiste solo pensiero non riconosciuto. Pensiero alterato. Pensiero collassato da un’osservazione non tua. Il paradosso è qui: chi dice di scegliere “senza pensare” non è più connesso. È più esposto. Non ha meno pensieri. Ha solo meno presenza nel pensiero che sta per collassare. Perché il pensiero non scompare. Agisce anche quando non lo guardi. Struttura anche quando non lo senti. Crea campo anche quando non lo riconosci.

Il Codice del Pensiero © ti mostra proprio questo: la realtà non risponde a ciò che dici, ma a ciò che hai pensato nell’istante in cui hai scelto. E soprattutto ti insegna come agire nel campo dell’osservazione. Per non subire pressioni esterne. Per non lasciarti collassare da frequenze altrui. Per non perdere coerenza nel momento in cui stai decidendo chi sei.

Imparare a pensare in modo strutturato ti permette di generare una realtà più pulita, più tua, più coerente — anche quando sei osservato. Anche quando sei sotto pressione. Anche quando il campo intorno cerca di alterarti. È lì che si esprime il vero potere del pensiero: non nel silenzio interiore, ma nella precisione con cui scegli chi essere — anche dentro il rumore degli altri.

FARE UNA SCELTA
FARE UNA SCELTA

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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