AFFRONTARE IL NOSTRO DESTINO

a cura di Martino Zeta

Siamo tutti soggetti a un determinato destino, che è la causa diretta del nostro retaggio umano. Presta attenzione, non ho detto conseguenza ma causa. Ragioniamo all’indietro; ci è stato insegnato che la causa precede l’effetto, e abbiamo finito per crederci. Eppure, le streghe e gli stregoni sanno che non è così, sanno che non c’è nulla di lineare nel passare del tempo. Gli antichi Toltechi hanno dimostrato che viviamo in un eterno presente; ciò significa che il passare del tempo è un’interpretazione che noi facciamo.

La pressione che le emanazioni esercitano sulla memoria è ciò che crea la sensazione di continuità, dove la realtà è percepita come un flusso continuo. Si passa da un atto all’altro, portando il groviglio del passato che ci definisce. Questo è ciò che crea il senso dello scorrere lineare del tempo: dove finisce un evento, ne inizia uno nuovo.

Il vedere dissipa quell’illusione, e, all’improvviso: ecco! Capiamo che tutto accade simultaneamente in questo vasto infinito.” Esclamò, muovendo le mani in una divertente caricatura: una perfetta imitazione di Carlos.

“Quando impariamo a guardare il tempo presente, invece di quello che è passato; il tempo delle nostre immense e misteriose possibilità, invece del tempo della nostra storia personale; allora non sarà più una questione di destino imminente o di causa ed effetto, perché allora, queste possibilità, si trasformano in sfide da guerrieri.”

“Da noi dipende convertire le nostre azioni in giustificazioni o affrontare con coraggio le sfide che ci attendono”.

“Ci hanno preparato al nostro destino come preparano il bestiame che va docilmente al macello. Questa è senza dubbio la questione più importante per gli esseri umani, eppure tutti evitano di parlarne o anche solo pensarci.

Alcuni, forse, passano qualche minuto ogni anno a visitare i loro morti, ma evitano di pensare a quella realtà; infatti, non credono davvero che domani saranno lì, sepolti, insieme ai loro morti.”

“Altri scherzano cinicamente, come se la loro superbia lì potesse liberare dal destino che lì attende, ma quando sarà il momento di morire, non scherzeranno più”.

“Dividono anche il tempo della vita in cicli: nascita, infanzia, giovinezza, vecchiaia e morte.

Questa descrizione è accettata implicitamente, senza mai mettere in discussione o riflettere sul suo significato.

“Così, il dato destino si è convertito in un dittatore, passando dall’essere una conseguenza a imporre un’impostazione, a essere la causa del vivere e del morire in questo modo. Questa è la condizione, la più deplorevole, in cui una specie cosciente può essere trascinata. In altre tradizioni questo si chiama karma, taglione, o causa ed effetto. Per gli sciamani, non è altro che stupidità.”

“Se si potesse scegliere, sicuramente tutti i sani di mente di questo mondo sceglierebbero di fuggire dalla fine che ci aspetta. Non credi? Se è così, allora perché continuare a fingere che non stia succedendo nulla? Perché non affrontare a testa alta il nostro destino imminente e scoprire così le incredibili possibilità che ci sono nascoste? Perché?”

(Armando Torres – La Ragnatela Universale)

AFFRONTARE IL NOSTRO DESTINO
AFFRONTARE IL NOSTRO DESTINO

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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