di Mike Plato
L’autocoscienza è definibile come l’attività riflessiva del pensiero con cui l’io diventa cosciente di sé, a partire dalla quale poter avviare un processo di introspezione rivolto alla conoscenza degli aspetti più profondi dell’essere.
Ma il conosci te stesso deve passare per un particolare tipo di consapevolezza, senza la quale non si può giungere al nucleo reale dell’essere . E ora spiego. Vi sono 4 tipi di consapevolezza ontologica :
1) consapevolezza di essere in un corpo ovvero consapevolezza ilica
2) consapevolezza di essere in una psiche e in una mente, e conoscere quella psiche ovvero consapevolezza psichica
3) consapevolezza di essere un’anima che abita nei primi due, che si manifesta in una psiche e in un corpo; Conoscere quell’anima…
4) consapevolezza di essere un pneuma e conoscere quel Nous
Ma solo per giungere allo stadio 3, occorre passar per uno stadio che è di pochi : comprendere che fino allo stadio 3 siamo soggiogati da potenze ontologiche che dominano a proprio piacimento la dimensione somatica e psichica. La consapevolezza di essere un ingranaggio in un meccanismo gigantesco a ruote dentate è indispensabile per la liberazione dell’anima dalla stretta diabolica con soma e psiche (subconscio in particolare). Chi crede di essere libero, sprofonda sempre più nell’illusione di questa presunta liberta e diventa sempre più schiavo delle dette potenze. Chi sa di non esserlo, lavora per la propria anima e sa anche che questo lavoro deve esserre benedetto e supervisionato da una forza molto al di là delle dette potenze, la cui provvidenza (il provvedere) spezza gradualmente le catene di Heimarmene (la programmazione rigida delle potenze sugli enti somatici-psichici).
In breve, se noi, in quanto cd esseri umani, non capiamo di essere schiavi, pupazzi tirati da qui e da là da fili invisibili, e facciamo come gli odiosi new age che diffondono l’anti-verbo delillusione della libertà, dell’onnipotenza della volontà, noi continueremo a nascere e morire nella più totale incoscienza.
Cristo disse che era venuto per i malati, non per i sani. Era un modo molto sottile per dire che lui veniva per chi sa di essere malato e non per chi si illude di essere libero e sano. Perche in questo inferno di mondo nessuno è sano, ma c’è differenza tra chi sa di non esserlo e chi si illude di esserlo
Giovanni 9,41
Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane».
OVVERO anche
Giovanni 9,41
Gesù rispose loro: «Se foste schiavi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi siamo liberi e tutto possiamo, il vostro peccato rimane».

