di Chiara Rovigatti
Per gli ilici ci sono offerte per tutti i gusti basta che si sancisca la separazione a scapito dell’integrità e dell’interezza: sia per quelli che vogliono Awa in “carne” che per quelli che vogliono Awa sottile, popputa e ancheggiante (ma la “testa” rimane uguale e il focus è centrato sul lato unicamente istintuale: la versione in carne si focalizza sul retro e lo sguardo finestra dell’Anima si cela, quella sottile sul seno che non è certo materno).
Dove è Isha? Dove è il Femminino Sacro?
La domanda è il sesso istintuale, la risposta è… automatica, robotica e infernale: una Awa che non è nè nostra Madre e nè la metà dell’Androgino a cui ci si deve riunire tutti in Sacro Matrimonio.
Povera Isha come ti sei ridotta, e poi ti danno della prostituta… Chissà come mai…

