di Giuliano Noci
30 Luglio 2025
IA è, la nuova grande potenza globale. Corre veloce, spinta non da cavalli, ma da algoritmi. Trump l’ha capito bene. Il suo piano “Winning the Race” sposta il baricentro dell’alleanza atlantica: non più NATO, ma una nuova alleanza digitale, fondata su hardware, software e visione americana.
La Cina risponde con un piano in 13 punti, puntando sulle Nazioni Unite per legittimare la sua leadership. E noi, il “Vecchio Continente”? Come spesso accade, ci affrettiamo a regolare ciò che non possediamo. Abbiamo partorito con orgoglio l’AI Act, il primo quadro normativo sull’Intelligenza Artificiale al mondo. Bravi. Peccato che manchino gli investimenti. Secondo Stanford, l’Europa investe in IA meno del 5% rispetto agli Stati Uniti. Una statistica che non è solo deprimente, è devastante. Ma non importa: noi ci accontentiamo di scrivere le regole del gioco… mentre gli altri giocano e vincono.
L’Intelligenza Artificiale non è solo una tecnologia. È una nuova grammatica del potere. Chi programma, comanda. Chi compra, si adatta. Chi resta fermo, scompare.
Serve uno scatto. Serve visione. Serve coraggio.

