a cura di Giuseppe Aiello
Per Guénon, il racconto biblico di Caino e Abele è una chiave simbolica della divisione originale dell’umanità tra due direzioni:
Abele ( هابيل) incarna la funzione sacerdotale-contemplativa (il pastore, la giusta offerta di fronte a Dio).
Caino ( قابيل) incarna la funzione faustiana/tecnica e temporale (il coltivatore, il costruttore della città, l’attività che “fabbrica” e misura), quando si distacca dall’autorità spirituale.
L’accettazione del sacrificio di Abele e il rifiuto del sacrificio di Caino significa il dominio spirituale sul temporale.
Quando l’azione (tecnica, produzione) non è più subordinata alla contemplazione, diventa deviata, per Guénon ogni azione deve essere guidata dalla contemplazione.
L’omicidio di Abele significa la vittoria temporanea del potere temporale deviato sull’autorità spirituale.
Questo è l’atto inaugurale della desacralizzazione del mondo: si passa dal regno della “qualità” interiore e spirituale (virtù ecc.) a quello della “quantità” (soldi, potere ecc).
La civiltà di Caino si estende nella civiltà artificiale, rappresenta lo sviluppo di tecniche, urbanizzazione e arti secolari.
Guénon vede l’inizio di una civiltà che trae il suo principio dal “basso” (dunya) piuttosto che dall’alto (ispirazione verticale).
Il “segno” ricevuto da Caino non è una grazia, ma l’impronta di uno stato di separazione: segno di coagulazione materiale e protezione ambigua che fissa la linea nel suo percorso deviato fino alla fine di un ciclo.
Il lignaggio di Abele viene ripristinato da Seth, dopo Abele, Seth riprende la funzione sacra: rappresenta la continuità della Tradizione primordiale.
Due umanità camminano poi in parallelo: una, fedele all’asse metafisico e a Dio; l’altra, sempre più materializzata e tecnica, che segue shaytan.
Guénon distingue l’opera tradizionale (l’arte che incorpora simboli, ordinata al sacro) dalla produzione moderna (efficienza, resa, utilità).
Lo stesso gesto (costruire, forgiare) può essere integrato se subordinato alla mente, o disintegrato se diventa autonomo, ossia soggetto ai desideri della nafs.
L’aumento della quantità, l’egualitarismo, l’omogeneizzazione e la meccanizzazione del mondo fanno parte della “razza” cainita in senso simbolico.
Questa dominazione culmina nella fase finale del ciclo (fine dei tempi), dove la controtradizione imita e inverte lo spirituale.
Per riassumere i due assi:
Abele: verticalità, offerta, grazia, primato dell’Essere.
Caino: orizzontalità, fabbricazione, calcolo, usurpazione dello spirituale da parte del temporale.
La lettura guenoniana è archetipica attraverso la quale Guenon interpreta la modernità come la massima estensione del polo-Caino (tecnica, città, industria, uniformizzazione), e prepara l’ulteriore analisi della controiniziazione (nel Corano : awliya shaytan) e dei Segni del Tempi.

