di Daniele Laganà
Strangolata da est e da ovest, la feccia mondialista sta per giocarsi il tutto per tutto.
Accentrare nelle loro mani ogni potere, annichilire ogni sovranità nazionale, controllo totale della informazione e del pensiero (che stanno preparando restrizione dopo restrizione sul web): l’unico voto valido è quello a loro favore.
Questa è l’unica possibilità che hanno visto che governano contro la volontà popolare non solo in Europa, ma anche nelle rispettive nazioni.
Distruzione di ogni identità e proprietà privata (la celebre decrescita felice woke woke) sono il coronamento dell’instaurazione delle repubbliche sovietiche d’Europa.
Il divertente – perchè il destino si fa beffardamente crudele nei tempi ultimi – é che tutto questo accadrá con l’appoggio dei destroterminali che da veri patrioti europei distruggeranno quel che resta dei popoloeuropei (inutile provare a spiegargli ormai sono andati).
L’infame regime di Kiev, defecato da soros in persona, agisce come sicario di chiunque si opponga al progetto mondialista (ormai ridotto all’asse del male londra-bruxelles): è in questa ottica che si inquadrano gli attentati e gli attacchi ucraini contro le uniche voci che in Europa provano a resistere: ungheria e Slovacchia.
In caso di pace (momentanea, riorganizzativa) a est, i fieri patrioti ucraini tutti ben armati verranno utilizzati da chi di dovere per ristabilire l’ordine mondialista in giro per il vecchio continente: tanto basterà fargli ruotare qualche runa e loro saranno pronti a obbedire.
Se tutto andasse proprio male c’è sempre la carta degli immigrati da giocare: bravi soldatini della nato (in sostituzione degli europei) o terroristi da prima pagina, sarà il singolo caso a stabilirlo.
L’importante è che i TG, a reti unificate, possano spargere il terrore necessario all’obbedienza.
Tutto questo per dire cosa?
Che, oggi più che mai, occorre avere ben chiaro che il nemico mortale da affrontare, senza distrazioni, è il cancro di Bruxelles che deve essere assolutamente annichilito, senza se e senza ma, prima che sia troppo tardi.
È una questione vitale.
Non si tratta più di uscire dalla ue, ma di distruggere la UE.

