di Matteo Martini
In occasione della messa in luce di questa divisione ideologica tra Russia e Occidente, è interessante notare che Putin abbia recentemente condiviso nuovamente le sue opinioni sulle origini della demonizzazione della Russia da parte dell’Occidente. Molti ne hanno discusso per anni, citando il coinvolgimento fraterno della Russia con Stati Uniti e Regno Unito nei secoli precedenti e spesso attribuendo la “caduta” agli anni precedenti la Prima Guerra Mondiale, alla Round Table di Lord Milner e alla fase “Heartland” del pensiero di Mackinder.
Ma Putin farebbe risalire le origini di questo odio scismatico a molto più indietro, ai tempi di Ivan IV, quando, a suo avviso, i rappresentanti papali cercarono di convincere la Russia ad abbandonare la sua ortodossia, senza successo. Dopo i rimproveri di Ivan IV, Putin afferma che i primi sentori dell’ormai famigerata “alterità” iniziarono a essere applicati alla Russia, con Ivan ritenuto un tiranno folle e bollato come “il Terribile”.
La continuità di fondo può essere spiegata semplicemente: l’Occidente non capisce la Russia e non si preoccupa di capirla. Questo deriva da un radicato complesso di superiorità e da un eccezionalismo che risale a secoli fa.
L’incomprensione della Russia da parte dell’Occidente può essere riassunta dall’aforisma di Churchill:
‘La Russia è un rebus avvolto in un mistero che sta dentro a un enigma’.

