di Vincenzo Di Maio
Il progetto di ingegneria politica del PRIMORDIALISMO VISIONARIO – movimento politico internazionale è un progetto messo a disposizione proprio per permettere di attraversare la transizione in atto dell’Europa, e di conseguenza del mondo intero, dall’instabilità di un momento multipolare alla stabilità di un momento apolare, una Repubblica Magistrale Europea che si configura come una repubblica delle repubbliche, una repubblica confederale dei popoli d’Europa legittimata dal diritto naturale e da una visione laica delle Cinque Sacre Religioni Tradizionali Rivelate e Autentiche.
La situazione odierna è fondata su un’analisi complessa che parte da un livello di analisi nazionale nella nostra Europa, che è attualmente variegato e tendenzialmente è polarizzato politicamente tra proUE e antiUE, mentre nel livello di analisi di civiltà cardinali, l’Europa è un toponimo geografico dominato da una burocrazia sovranazionale che fa capo alla UE, a cui si aggiunge infine il livello di analisi continentale dove la polarizzazione è attualmente tra oriente e occidente, laddove l’Europa è succube di inglesi, americani, NATO e sionismo internazionale.
Questa composizione così strutturata permette di concepire il grado di complessità insito nell’attuale situazione internazionale delle parti in gioco a livello planetario, in quanto l’Eurasia così si impone come nodulo centrale nelle relazioni internazionali rispetto agli altri continenti, proprio come riporta la dottrina geopolitica classica della Heartland e della Rimland.
Pertanto in tutto ciò, quello che realmente manca per superare questa transizione è una guida oppure uno scopo, perché in ambito democratico, come ci ha inculcato la borghesia occidentale dal 1945 ad oggi, è che la maggioranza vince e tutti hanno diritto di poter esprimere la propria opinione, ma siccome una guida al momento è un soggetto che non esiste, o perlomeno non esiste ancora, ciò su cui ci si può soffermare è lo scopo, un obiettivo chiaro e intelligibile su cui aderire o meno al fine di realizzare uno spartiacque netto tra chi vuole davvero un ordine nuovo e chi vuole solo ribadire lo status quo, uno stratagemma utile per aggregare di nuovo i popoli in nome della gloria di Dio Altissimo: Ad maiora dèi gloriam.
Il che, in termini politici europei, significa avere non un programma politico ma bensì un “progetto di ingegneria politica”, formulato attraverso l’immaginazione sociologica dalla scienza politica, che definisce chiaramente chi, cosa, come, quando, dove, perché e affinché questo progetto deve realizzarsi, proprio come un architetto che progetta un edificio.
In sintesi, se vogliamo un Europa Nuova e diversa dalla UE, dobbiamo approntare questo progetto sintetico di ingegneria politica definito dal movimento politico internazionale del Primordialismo Visionario per diffonderlo e lanciare ovunque una campagna di adesione di persone fisiche, di persone giuridiche e di enti pubblici di qualsiasi ordine e grado, tale che poi essi si muovano a loro volta per sostenerlo e diffonderlo rispettando il pluralismo, la trasversalità e il dialogo con le istituzioni di governo.
Questo progetto stilato dal sottoscritto nel saggio “Impero”, secondo il metodi, i criteri e i principi del Primordialismo Visionario, è la Repubblica Magistrale Europea, una repubblica delle repubbliche, una repubblica confederale dei popoli d’Europa che sincronizza il voto con i livelli amministrativi di governo, che si basa su un sistema politico proporzionale con sbarramento al 7% che favorisce la disciplina del dialogo politico, che si struttura su un premio di maggioranza al 51% minimo per ottenere una buona governabilità politica da un lato e una visibilità chiara delle responsabilità politiche di governo, che si basa sulla valorizzazione delle regioni (sistema monocamerale tipico dei lander tedeschi) per la votazione delle liste locali nello stesso partito europeo e la votazione diretta del Magister Politicus del partito vincitore che si occuperà, insieme ai membri del suo partito, di nominare tutti i membri del suo partito per ogni livello amministrativo, che vige la diarchia di coppia (due teste un voto) tra marito e moglie o compagno e compagna nella dissertazione pubblica delle decisioni parlamentari, che infine i livelli amministrativi siano formati da non più di 108 coppie diarchiche a tutti i livelli amministrativi.
Questa, in linea di massima, è la nostra proposta politica su cui confidiamo di trovare adesioni e sostenitori, una proposta che al momento non si può fare altro che operare per portare avanti un simile progetto insieme.

