LA STORIA SACRA E LE FORZE CONTRO-INIZIATICHE

di Tradition Primordiale

Una delle grandi illusioni moderne è credere che la storia secolare, così come viene insegnata nelle nostre scuole e università, sia sufficiente per comprendere il destino del mondo e il ruolo dell’umanità in tale destino. Impariamo a conoscere guerre, imperi, rivoluzioni politiche, invenzioni tecniche e trasformazioni economiche. Certamente, questo ha il suo valore pratico e descrittivo, ma questa storia si limita alla superficie degli eventi. Descrive forme esteriori senza mai raggiungere il cuore che le anima. Elenca fatti senza rivelarne il significato.
La verità sta altrove: il segreto del mondo non è nascosto nella storia secolare, ma nella storia sacra. Perché il sacro non si esprime nell’accumulo di fatti materiali, ma nel dispiegamento di simboli, nella manifestazione di archetipi, nella rivelazione di leggi superiori attraverso eventi che vanno oltre la mera contingenza.
La storia sacra è il luogo in cui la verità viene rivelata. Non si limita a raccontare episodi antichi: trasmette un insegnamento senza tempo. Le storie dei profeti, dei saggi e dei grandi iniziati non devono essere intese come cronache esteriori, ma come specchi simbolici della realtà. Ogni episodio, ogni prova, ogni vittoria o caduta contiene una luce nascosta, una saggezza che trascende il tempo e lo spazio.
Leggere la storia sacra significa entrare in contatto con il sacro stesso. I simboli che vi si trovano non sono ornamenti letterari: sono le forme visibili di verità invisibili. Dietro l’attraversamento del mare da parte di Mosè si cela la liberazione dell’anima che attraversa le acque dell’illusione. Dietro la storia di Giuseppe, venduto dai suoi fratelli, si cela il mistero dell’Eletto, rifiutato dal suo stesso popolo prima di essere esaltato da Dio. Dietro la vita di Muhammad, pace e benedizioni su di lui, si cela la sintesi delle profezie, la perfezione del messaggio e la ricapitolazione del ciclo. Comprendere la storia sacra significa imparare a vedere attraverso il velo, a leggere il linguaggio dei simboli negli eventi. Significa scoprire che nulla è arbitrario, che tutto obbedisce a leggi immutabili, che ogni evento sacro è un segno che indica una verità superiore. Questa lettura simbolica non è un’invenzione della mente umana, ma un’illuminazione: è la luce che viene dall’alto per illuminare il cammino in basso.
Ed è per questo che possiamo dire: la conoscenza della storia sacra è già una partecipazione alla luce. Non è solo un ricordo del passato, ma un nutrimento spirituale, un’iniziazione che trasforma chi la medita. Perché meditando sui racconti sacri, l’uomo non solo apprende fatti: scopre il senso nascosto della propria esistenza. Ciò che viene raccontato attraverso i profeti è, in realtà, il dramma universale dell’anima umana: le sue prove, le sue lotte, le sue cadute, le sue ascese. Pertanto, la storia sacra è luce perché rivela la luce. È cammino perché indica il Centro. È memoria degli antichi perché è, allo stesso tempo, guida per i contemporanei. Chi si immerge nella storia secolare rischia di perdersi in una molteplicità senza direzione. Chi si immerge nella storia sacra riscopre l’unità, poiché ogni storia lo collega al sacro e ogni simbolo lo eleva al di sopra delle ombre. Questo è il significato profondo: il segreto è nel sacro, e il sacro si rivela nella storia sacra. È la chiave che schiude i misteri del mondo, la luce che conduce alla luce.
Ora, se l’uomo moderno si allontana dalla storia sacra per perdersi nella storia secolare, non è un caso. È l’effetto diretto dell’azione di forze contro-iniziatiche. Il loro principio stesso è il movimento discendente: tutto ciò che allontana gli esseri dalla luce, tutto ciò che distoglie il loro sguardo dall’alto al basso, tutto ciò che li lega a una molteplicità mutevole a scapito dell’unità eterna.
Queste forze operano non solo all’interno di ogni individuo – alimentando l’ego, la distrazione e l’attaccamento ai piaceri fugaci – ma anche a livello delle civiltà. Guidano le società verso una comprensione del mondo strettamente esteriore, puramente materialistica, annegando le menti in una massa infinita di dettagli privi di significato superiore. Sostituiscono la memoria sacra di profeti e saggi con la memoria profana di guerre, conquiste, ideologie e invenzioni.
Questo è il loro stratagemma più sottile: distogliere l’uomo dal simbolo per legarlo al fatto grezzo, distoglierlo dalla luce per immergerlo nell’ombra delle contingenze. La storia sacra eleva l’anima verso il significato; la storia profana confina l’intelligenza alla superficie. L’una inizia, l’altra disperde.
Ed è proprio contro queste forze contro-iniziatiche che i profeti di tutte le epoche hanno combattuto. Ogni narrazione sacra ne è testimonianza.

LA STORIA SACRA E LE FORZE CONTRO-INIZIATICHE
LA STORIA SACRA E LE FORZE CONTRO-INIZIATICHE

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

Lascia un commento