IL PERICOLO DI CONQUISTARE LA NATURA

a cura di Melissa Costanzi

“Il nostro intelletto ha creato un mondo nuovo che domina la natura e lo ha
popolato di macchine mostruose. Quest’ultime presentano una utilità così indiscutibile che non possiamo neanche immaginarci la possibilità di fare a meno
di esse o di rinunciare a essere loro subordinati. L’uomo è costretto a seguire
inevitabilmente i suggerimenti della sua mente scientifica e inventiva e a inebriarsi
delle proprie splendide conquiste. Contemporaneamente, però, il suo genio rivela
una terrificante tendenza a inventare cose che diventano sempre più pericolose, in
quanto suscettibili di trasformarsi in micidiali strumenti di un suicidio universale.
Di fronte alla valanga crescente dell’aumento della popolazione mondiale, l’uomo
ha già intrapreso la ricerca di metodi e strumenti per arginare questo pericolo. Ma
la natura può anticipare tutti i nostri tentativi ritorcendo contro l’uomo la sua stessa
mente creativa. La bomba H, per esempio, arresterebbe senz’altro la
sovrappopolazione. Malgrado il nostro orgoglioso sentimento di dominio sulla
natura, restiamo tuttora sue vittime, poiché non abbiamo ancora imparato a
controllare la nostra intima natura. Lentamente ma, a quanto pare, con ostinazione
irrevocabile, stiamo cercando il disastro.
Non ci sono più dèi cui si possa ricorrere per invocare aiuto. Le grandi religioni del
mondo soffrono di una crescente anemia: le soccorrevoli divinità hanno per
sempre abbandonato i boschi, i fiumi, le montagne, gli animali e gli uomini-dèi
sono scomparsi nel profondo dell’inconscio. Poi inganniamo noi stessi tentando di
persuaderci che colà essi conducano un’esistenza ignominiosa fra le reliquie del
nostro passato. La nostra vita presente è dominata dalla dea Ragione che
costituisce la nostra maggiore e più tragica illusione. Con l’aiuto della ragione –
così tentiamo di rassicurarci – abbiamo «conquistato la natura».
Però si tratta di un semplice slogan, poiché la cosiddetta conquista della natura si
dimostra al di là delle nostre possibilità per il semplice fenomeno naturale della
sovrappopolazione e si aggiunge agli altri nostri travagli dovuti alla nostra
incapacità psicologica di realizzare i necessari ordinamenti politici. Per gli uomini
resta più che naturale contrastarsi e combattersi reciprocamente per affermare la
propria superiorità gli uni sugli altri. In che modo, quindi, abbiamo «conquistato la
natura»?”

Carl Gustav Jung

IL PERICOLO DI CONQUISTARE LA NATURA
IL PERICOLO DI CONQUISTARE LA NATURA

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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