a cura di Evano Zaccaron
“L’uomo identifica l’Io con la sua mente; costruisce una personalità falsa che opprime anche il suo corpo e la sua psiche. È totalmente immerso nell’illusione duale; dominato dalla paura e dalla “necessità” di difendere la personalità falsa e apparente, si riveste di un insieme di ruoli fittizi, di maschere, dietro le quali si nasconde e con le quali si propone sulla scena della presunta “realtà”. L’uomo dovrebbe fermare la sua corsa verso miraggi che svaniscono non appena raggiunti. È possibile l’unità permanente, intima e profonda tra anima e corpo? Molte antiche tradizioni, quali Sufi, Cabala e Gnosi, assicurano di si. Per maturarla meditare serve a poco, le energie coinvolte sono ben superiori a quelle che la mente comune ottiene in uno stato di meditazione. Anche tutte le varie tecniche oggi in voga, possono aiutare un po’, ma alla fine non servono se mancano quegli atti fondamentali che sono l’osservazione di se stessi e il coraggio della verità. Per innescare la sinergia tra anima e corpo serve una “lotta” speciale e interna con il “lato oscuro”. Per “vincere” la “lotta” con la propria paura serve la pratica di un’arte antica e dimenticata: l’arte della memoria; in realtà non si tratta di “vincere”, ma di ricordare chi siamo.”
Giuliana Conforto

