di Tania Perfetti
Nella Sindone i segni dei chiodi appaiono nei polsi, mentre nei dipinti medievali compaiono quasi sempre nei palmi delle mani. Questo nasce dalla differenza tra realtà anatomica e tradizione artistica. Dal punto di vista medico, infatti, i palmi non sarebbero stati in grado di sostenere il peso del corpo di un uomo crocifisso: i tessuti si sarebbero lacerati con facilità e le mani si sarebbero strappate dal legno. L’arte medievale, però, non mirava a riprodurre fedelmente la realtà fisica della crocifissione. Gli artisti seguivano soprattutto il linguaggio simbolico e la tradizione biblica.
Nei Vangeli, quando Tommaso dubita della resurrezione, Gesù lo invita a mettere il dito “nelle mani”: questo passo fu interpretato letteralmente e trasposto nelle immagini. Raffigurarli nei palmi, inoltre, aveva un valore comunicativo immediato: il palmo aperto e ferito era ben visibile, facile da riconoscere e carico di significato teologico. La mano, sede dell’azione e della relazione con gli altri, diventava così il luogo del sacrificio. Alcuni studiosi sottolineano che in greco antico il termine per “mano” (cheir) può estendersi anche al polso o all’avambraccio.
Ciò ha favorito l’interpretazione figurativa come ferita alla mano, mantenendo la coerenza con il contesto delle scritture. Secondo alcune fonti cristiane, passaggi biblici (come Salmo 22,16) e rappresentazioni iconografiche indicano chiaramente che i chiodi trafissero i palmi delle mani, e non i polsi. Le stimmate di santi, come San Francesco e Padre Pio, seguono questa logica: le ferite segnalate sono al centro delle mani. Padre Pio, interrogato sul perché Gesù non si fosse lacerato le mani durante la crocifissione, rispose che il Signore era “legato anche con delle cordicelle sotto le ascelle”. Visioni di mistici come Anna Katharina Emmerick narrano l’uso di corde per mantenere tesa la posizione delle braccia. Questi elementi militano contro l’idea del solo chiodo nei polsi come unico sostegno.
Molti studiosi propendono per il fatto che la ferita possa trovarsi alla base del palmo, in un punto anatomico tra il carpo e il metacarpo, capace di resistere al peso senza fratturare l’osso. Altri studiosi fanno notare che il segno visibile sulla Sindone non è del tutto univoco. Si distingue chiaramente solo un polso, e la macchia di sangue potrebbe anche corrispondere a una ferita nel palmo alto, vicino all’attaccatura, piuttosto che nel polso vero e proprio. Per questo motivo, alcuni ritengono eccessivo considerare questa caratteristica come una conferma anatomica precisa della crocifissione.
I sostenitori della Sindone rispondono in modo speculare. Essi ribattono che proprio la presenza della ferita al polso è una prova di autenticità: un falsario medievale, immerso in un contesto culturale e artistico che collocava le ferite nei palmi, difficilmente avrebbe avuto l’idea di discostarsi dalla norma. Inoltre, ricordano che diversi studi di medicina legale e sperimentazioni su crocifissioni simulate hanno mostrato che i chiodi nei palmi non avrebbero potuto sostenere il peso del corpo, mentre l’infissione nel polso (più precisamente nello spazio tra radio e ulna) risulta compatibile. Il mistero della Sindone, con tutte le questioni storiche, scientifiche e iconografiche che lo circondano, resta in ultima analisi qualcosa che sfugge a qualsiasi certezza assoluta.
FONTI STORICHE E ICONOGRAFICHE:
• San Francesco d’Assisi – Vita Prima e Vita Secunda di Tommaso da Celano (1228–1247), con stigmate nei palmi, piedi e costato.
• Anna Katharina Emmerick (1774–1824) – visioni trascritte da Clemens Brentano: The Dolorous Passion of Our Lord Jesus Christ (1823), descrizioni della crocifissione, delle ferite e della Passione, talvolta con analogie alla Sindone.
STUDI SULL’ARTE MEDIEVALE:
• Kurt Weitzmann, The Iconography of Christian Art (1962).
• Giovanni Morello, Iconografia della crocifissione.
STUDI SCIENTIFICI E CRITICI SULLA SINDONE:
• J. Jackson, M. Jumper, The Shroud of Turin: An Adventure of Discovery (1984).
• Rinaudo, G., La Sindone: storia, scienza e fede.
• Baima Bollone, P., Croce e Sindone: aspetti medico-legali.
ARCHEOLOGIA E CROCIFISSIONI ROMANE:
• M. Hengel, Crucifixion in the Ancient World and the Folly of the Message of the Cross (1977).
• Scavi a Gerusalemme: Jehohanan, Israel Exploration Journal, 1968.
IMMAGINI DEL FOTOMONTAGGIO:
1 – Crocifisso di San Damiano, tipologia del Christus triumphans. Autore ignoto.
particolare. XII sec. Basilica di Santa Chiara ad Assisi.
2 – Affresco della Crocifissione. Antonio da Tradate, Franco e Filippo de Veris. Particolare. XV sec.
Chiesa di Santa Maria in Selva a Locarno, Ticino, Svizzera.
3 – Crocifisso di San Felice. Scuola di Giotto da Bondone, 1330. Particolare. Chiesa di San Felice in Pazza – Firenze.
4 – Christus triumphans. Autore ignoto. XII sec. Particolare. Chiesa di Santa Maria in Selva a Locarno, Ticino, Svizzera.
5 – Particolare del polso della Sindone

