I Bektashi a Capena: un ponte mistico tra Balcani e Italia

di Lelio Antonio Deganutti

Nel 2021, nel silenzio della campagna romana, a Capena, veniva inaugurata una teqe bektashi. Oggi, nel 2025, quel luogo non è più soltanto la sede italiana di un ordine sufi di radice sciita: è diventato un crocevia spirituale, culturale e identitario. A quattro anni dalla sua apertura, la presenza bektashi in Italia appare come un piccolo ma significativo tassello del mosaico religioso europeo contemporaneo.

Radici medievali, rami contemporanei

L’Ordine trae origine da Hajji Bektash Veli, mistico anatolico del XIII secolo. La sua eredità si diffuse nei Balcani, specialmente in Albania, dove il sufismo bektashi si intrecciò alla storia del popolo, accompagnandolo tra persecuzioni, rinascite e rinnovamenti. Dopo secoli di marginalità, e la dura repressione del regime comunista albanese, i Bektashi hanno ritrovato vitalità, stabilendo a Tirana la loro sede mondiale e riaffermando un’identità che coniuga memoria e apertura.

L’etica del cuore

Il messaggio bektashi si articola in un insieme di regole tanto semplici quanto profonde: non mentire, non cedere all’invidia, non offendere con la lingua, rispettare i piccoli e gli anziani, coltivare la pazienza, cercare la verità nella propria essenza. È un’etica che scava all’interno, che invita a “possedere le proprie mani, la propria vita e la propria lingua”, perché solo nel governo di sé si apre la possibilità della conoscenza spirituale.

Questa via distingue tra sharī‘a, la legge esteriore, e tarīqa, il sentiero interiore: un Islam che non si arresta alla lettera, ma cerca il significato simbolico, la luce nascosta, i “segreti degli elevati”.

Capena, luogo di passaggio

La scelta di Capena, a pochi chilometri da Roma, ha un valore non soltanto logistico ma anche simbolico. Qui la comunità albanese ha trovato un punto di riferimento, ma allo stesso tempo la teqe si è posta come ponte culturale e spirituale, in un territorio che è da sempre crocevia di civiltà.

La sua architettura sobria, i riti comunitari, la musica e la poesia che accompagnano la spiritualità bektashi offrono a chi vi entra l’esperienza di un Islam lontano da stereotipi: non dogmatico, ma intessuto di simboli, gesti e silenzi.

Quattro anni dopo

Nel 2025, guardando ai quattro anni trascorsi dalla sua apertura, la sede bektashi di Capena appare come un luogo di dialogo. Non solo per i fedeli, ma per chiunque cerchi un punto di incontro tra religioni e culture. In un’epoca segnata da diffidenze e polarizzazioni, la voce bektashi si alza discreta, ricordando che l’essenza della spiritualità è pazienza, rispetto e conoscenza di sé.

Capena diventa così un frammento d’Anatolia e dei Balcani trapiantato in Italia: un piccolo spazio dove il passato mistico si intreccia al presente europeo, offrendo al futuro la possibilità di un Islam diverso, interiore, tollerante.

Tratto da: La Voce dell’Essere

I Bektashi a Capena: un ponte mistico tra Balcani e Italia
I Bektashi a Capena: un ponte mistico tra Balcani e Italia

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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