a cura di Martino Zeta
Poco prima di conoscere Carlos, influenzato dalle mie letture orientali, ero divenuto sostenitore della dottrina della reincarnazione. Mi sembrava una alternativa logica alla credenza cristiana della risurrezione dei corpi. Tuttavia, in una delle sue conversazioni, osservò che i dogmi del cristianesimo e delle religioni orientali erano sospettosamente simili, perché partivano da un denominatore comune: la paura della morte.
Il suo commento mi affondò nella perplessità. Era un punto di vista totalmente nuovo per una questione che mi aveva sempre affascinato.
Quando gli chiesi la sua opinione Carlos tentò di deviare il mio interesse verso un altro tema, come se non valesse la pena parlare di quella questione. Ma più tardi, cambiando tattica, mi disse che tutte le mie credenze sulla sopravvivenza della personalità erano il risultato delle suggestioni sociali.
– Ti hanno detto che abbiamo tempo, che c’è una seconda opportunità. Balle!
– I veggenti affermano che l’essere umano è come una goccia d’acqua che si è staccata dall’oceano della vita e ha cominciato a splendere per conto suo. Questo splendore è il punto di unione della percezione. Ma una volta dissolto il bozzolo luminoso, la coscienza individuale si disintegra e diviene cosmica, come potrebbe ritornare? Per gli stregoni ogni vita è unica, e tu ti aspetti che si ripeta?
– Le tue idee partono dall’elevata opinione che hai sulla tua unità. Ma, come tutto il resto, tu non sei un blocco solido, sei fluido. Il tuo “io” è una somma di credenze, un ricordo, niente di concreto!
Gli chiesi a cosa si deve, quindi, il fatto che le religioni propaghino un altro tipo di dottrina.
Mi rispose: – È facile da capire; sono risposte alla paura ancestrale dell’essere umano. Ogni cultura ha generato le proprie proposte esplicative, ma solo i veggenti sono andati aldilà delle credenze, corroborando da sé quegli aspetti delle emanazioni dell’Aquila.
Mi spiegò che esistono nell’universo grappoli energetici ai quali tutti noi siamo agganciati come sono agganciati tra loro i grani di un rosario. Siamo ciclici; siamo il risultato di un marchio luminoso ed ogni volta che nasce un nuovo essere, in lui incarna la natura di quel modello. Ma la catena che ci unisce non è di natura personale, non implica trasferimenti di memoria o personalità, niente di tutto ciò.
– Per sopravvivere alla morte bisogna essere stregoni. Soddisfacendo l’Aquila con una replica vivenziale, gli stregoni sono capaci di mantenere accesa la fiamma della loro coscienza individuale per delle eternità. Ma ciò è una impresa. Il successo massimo di un guerriero deve forse essere un regalo?
Commentai che recenti studi avevano dimostrato che alcune persone, in circostanze molto speciali, sono capaci di ricordare eventi di una vita passata.
Affermò che era un’interpretazione erronea dei fatti.
– È sicuro che chiunque può sintonizzarsi con determinate emanazioni di esperienze che hanno avuto luogo in altri tempi e sentire di aver vissuto non una, ma molte vite. Ma è solamente un allineamento fra milioni di possibili allineamenti.
(Armando Torres – Incontri con il Nagual)

