FAI LA GUERRA SULLE TUE DEBOLEZZE

a cura di Carlo Weiblingen

Vi è chi è senz’armi. Ma chi ha armi, combatta – non c’è un Dio che combatta per coloro che non sono in armi. Legge vuole che la vittoria in guerra sia ai valorosi: non a chi prega. Che i vili siano dominati dai malvagi – è giusto.

Nuova riaffermazione dello spirito virile della tradizione pagana. Nuovo contrasto con l’attitudine misticoreligiosa.

Nuovo disprezzo per coloro che deprecano l’« ingiustizia» delle cose terrene e invece di incolpare la loro viltà, o rassegnarsi nella loro impotenza, incolpano il Tutto o sperano che una « Provvidenza » si curi di loro.

« Non vi è un Dio che combatta per quelli che non sono in armi ». Questo è il cardine anticristiano di ogni morale guerriera; e riporta ai concetti dianzi spiegati, circa l’identificarsi – dal punto di vista metafisico – di « realtà », « spiritualità » e « virtù ». Il vile non può essere buono: « buono » implica un’anima d’eroe. E la perfezione dell’eroe, è il trionfo. Chiedere a un Dio la vittoria, sarebbe quanto chiedergli la « virtù »: giacché la vittoria è il corpo in cui si attua la perfezione stessa della « virtù ».

[Introduzione-Alla-Magia-Vol-3-Gruppo-UR]

FAI LA GUERRA SULLE TUE DEBOLEZZE
FAI LA GUERRA SULLE TUE DEBOLEZZE

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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