a cura di Resistenza Popolare
Gasparri non ha niente di meglio a cui pensare che proporre una legge che criminalizza di critica il genocida sionista.
Con tutti i problemi che ha il nostro Paese in questo momento, la priorità del governo è quella di essere il più servile possibile con i suoi padroni e così nasce la proposta di legge di Gasparri di perseguire chiunque osi criticare Israele.
Il disegno di legge, composto da quattro articoli, mira a «prevenire e reprimere le (crescenti) manifestazioni di antisemitismo», individuando nell’antisionismo una delle sue moderne manifestazioni.
Il cuore della controversia si trova nell’articolo 4, che modifica l’articolo 604-bis del codice penale, noto come “legge Mancino”, infatti nella proposta di legge vengono infatti aggiunti due specifici commi: il primo prevede che la pena della reclusione da due a sei anni si applichi anche quando la propaganda o l’istigazione all’odio si fondino «in tutto o in parte sull’ostilità, sull’avversione, sulla denigrazione, sulla discriminazione, sulla lotta o sulla violenza contro gli ebrei, i loro beni e pertinenze, anche di carattere religioso o culturale, nonché sulla negazione della Shoah o del diritto all’esistenza dello Stato di Israele»; il secondo introduce un’aggravante specifica: se l’offesa è commessa utilizzando «segni, simboli, oggetti, immagini o riproduzioni che esprimano, direttamente o indirettamente, pregiudizio, odio, avversione, ostilità, lotta, discriminazione o violenza contro gli ebrei, la negazione della Shoah o del diritto all’esistenza dello Stato di Israele, la pena è aumentata fino alla metà».
Così il governo cerca di tramutare la maledetta legge Mancino in una nuova legge che impedisce a chiunque di criticare il genocida sionista.

