CIO’ CHE E’ GRAVOSO NELLA RELIGIONE

a cura di Giuseppe Aiello

Prendiamo il versetto coranico:‎

Ciò a cui li inviti è invero gravoso per gli associatori (mushrikin) (42, 13).‎

Il termine mushrikin (associatori) deriva dalla radice shin-ra-kaf, che significa “condividere”, ‎‎“associare”, “mettere in comune”, “far partecipare”‎

Quindi, nel contesto religioso e tradizionale, “shirk” è associare qualcuno a Dio (nella Sua autorità ecc.), per cui “mushrikin” sono “coloro che associano (qualcosa o qualcuno) a Dio”.‎

Per tal motivo mushrik è l’opposto di muwahhid, ossia chi sostiene l’unità (dell’essere e delle ‎cose), e tende a “unificare”. Mushrik deriva dal Divenire, Muwahhid tende all’Essere.‎

Quindi se una norma, un ordine ecc. della religione “non ci piace o è, appunto, “gravoso” come dice ‎il Corano, ciò deriva dal fatto che “associamo” qualcuno a Dio, cioè la nostra “nafs”, il nostro ego.

E ‎l’ordine, la norma, sarà tanto più gravosa da applicare, quanto più il nostro ego è influente.‎

Quindi se riusciamo con leggerezza e facilità a seguire e rispettare una norma, è un segno positivo ‎perchè ci avviciano all’essere un muwahhid, se facciamo fatica, ci appare pesante, o addirittura ‎impraticabile ecc., è un segno negativo, perchè ci avviciniamo all’essere un mushrik.‎

Ognuno esamini se stesso, alla luce della propria Via spirituale che sta seguendo.

«Invece di cercare di innalzarsi fino alla Verità, l’uomo moderno pretende di farla scendere fino al proprio livello.»

(René Guénon)

CIO’ CHE E’ GRAVOSO NELLA RELIGIONE
CIO’ CHE E’ GRAVOSO NELLA RELIGIONE

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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