La Cina ribalta la guerra commerciale: gli Stati Uniti perdono terreno

di Zela Santi

24 Ottobre 2025

La Cina ha ribaltato la guerra commerciale con gli Stati Uniti, trasformando la pressione dei dazi in un’occasione di crescita tecnologica e geopolitica. Con le nuove “tigri asiatiche” e l’Europa divisa, Pechino ridefinisce il nuovo ordine economico mondiale.

La Cina ribalta i dazi: gli USA perdono nell’economica globale

La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, nata come confronto economico, si è trasformata in una battaglia strategica per l’egemonia globale. The Economist avverte che un nuovo incontro tra Donald Trump e Xi Jinping potrebbe tenersi in Corea del Sud, ma la tensione resta altissima: Washington non controlla più i meccanismi del commercio mondiale come un tempo.

Dalla fine del 2018, la Casa Bianca ha imposto dazi, restrizioni tecnologiche e sanzioni mirate, convinta che la pressione economica avrebbe piegato Pechino. Ma la Cina ha risposto con un piano di lungo periodo, utilizzando proprio le armi dell’Occidente — sanzioni, innovazione tecnologica e propaganda economica — per ribaltare la situazione.

Mentre Washington accusava la Cina di “manipolare il mercato”, Pechino studiava meticolosamente le proprie debolezze. Il Ministero della Scienza e della Tecnologia pubblicò decine di articoli che individuavano settori vulnerabili: semiconduttori, microchip, aerospazio, farmaceutica. Da allora, la Cina ha fatto dell’autosufficienza la propria bandiera, trasformando ogni limite in una strategia industriale.

Il risultato è evidente: invece di indebolirla, la guerra commerciale ha accelerato la transizione cinese verso un’economia fondata sull’innovazione e sulla “circolazione duale”, cioè la riduzione della dipendenza dai mercati esterni a favore di un robusto mercato interno.

Le nuove rotte dell’Asia e l’Europa tra due fuochi

La risposta cinese è stata tanto silenziosa quanto efficace. Le esportazioni verso gli Stati Uniti, scese dal 19,2% del totale nel 2018 al 14,7% nel 2024, sono state compensate da una massiccia apertura verso l’Europa, l’Africa e il Sud-Est asiatico. In particolare, i paesi dell’ASEAN — come Vietnam, Indonesia, Malesia e Thailandia — si sono trasformati in nuove “tigri produttive”, integrandosi nelle catene di fornitura guidate da Pechino. Queste economie emergenti, favorite dagli investimenti cinesi in infrastrutture e tecnologia, stanno diventando il nuovo laboratorio manifatturiero dell’Asia orientale.

La Belt and Road Initiative (BRI) ha inoltre consolidato la presenza cinese nei corridoi commerciali euroasiatici, permettendo al Dragone di creare una rete di interdipendenze economiche che sfugge al controllo statunitense. Di fronte a questa evoluzione, l’Europa resta in bilico: da un lato, dipende dalle importazioni cinesi di tecnologia e materie prime; dall’altro, subisce la pressione politica e militare di Washington per ridurre i legami con Pechino.

I dazi voluti da Trump e poi confermati, seppure in forme diverse, dalle amministrazioni successive non hanno risolto gli squilibri commerciali: il deficit statunitense con la Cina rimane elevato, e l’aumento dei costi di produzione ha colpito le stesse imprese americane.

Mentre gli Stati Uniti tentano di rilocalizzare alcune filiere, Pechino consolida la propria supremazia nei settori strategici: intelligenza artificiale, batterie, robotica e telecomunicazioni.

Un nuovo equilibrio mondiale

Oggi la “vittoria” cinese non è totale, ma è inequivocabile: ha saputo resistere alla pressione americana, diversificare i mercati e consolidare la propria influenza geopolitica.

La guerra commerciale ha mostrato che la globalizzazione non è più un progetto unilaterale guidato da Washington, bensì un’arena multipolare dove Pechino detta sempre più spesso le regole.

Gli Stati Uniti si trovano intrappolati nella loro stessa strategia, costretti a fronteggiare un avversario che non si limita a reagire, ma che riformula i fondamenti dell’economia mondiale. La battaglia dei dazi si è trasformata in una sfida sistemica per la leadership globale — e, almeno per ora, la Cina sembra avere il vantaggio.

Tratto da: Kultur Jam

La Cina ribalta la guerra commerciale: gli Stati Uniti perdono terreno
La Cina ribalta la guerra commerciale: gli Stati Uniti perdono terreno

Pubblicato da vincenzodimaio

Estremorientalista ermeneutico. Epistemologo Confuciano. Dottore in Scienze Diplomatiche e Internazionali. Consulente allo sviluppo locale. Sociologo onirico. Geometra dei sogni. Grafico assiale. Pittore musicale. Aspirante giornalista. Acrobata squilibrato. Sentierista del vuoto. Ascoltantista silenziatore.

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