di Rainaldo Graziani
Il mainstream in Italia è in una fase terminale di autodissoluzione.
La puntata di Report di domenica scorsa è stata esemplificativa.
Io credo che ci troviamo davanti ad una totale incapacità dei nostri politici così come dei protagonisti del mondo dell’informazione di leggere correttamente gli accadimenti e collocarli nelle evoluzioni delle strategie di questa o quella superpotenza.
Esistono uomini, pochi uomini, che si confrontano o si scontrano tra loro nel disegnare il nuovo mondo, e di costoro, i politici, gli analisti o i giornalisti conoscono a mala pena il nome, figuriamoci la filosofia politica da essi perseguita.. Invece di cercare di colmare le proprie ignoranze queste maestranze dei vari poteri semplificano tutto con cinque lettere, Trump !
Uno di essi, tra i più cretini e rancorosi, è Bernard Henry Levy :
” Trump manda al macero la nostra idea di occidente”.
Ma voglio tornare a Report, format televisivo della nostra televisione di Stato,. Personalmente non ho simpatia per Report, coltivo piuttosto un grande interesse per alcuni ottimi servizi dei suoi migliori redattori. Personalmente ho dovuto querelare Report e sono stato archiviato, vi assicuro, con una rapidità di tempo mai registrata prima nella storia giudiziaria di questo Paese. Non gioco a tennis la mattina e questa precisazione vale per quei pochi appassionati di tennis e bagattelle legali. Mi assolvo da solo dunque da ogni inutile o insignificante compiacenza nei confronti di una produzione televisiva che registra da decenni un successo di ascolti davvero invidiabile e basato essenzialmente sulla capacità professionale dei suoi redattori a prescindere dai giudizi di merito..
Il format diretto dal Dott. Ranucci resta unico nel suo genere ed ERA fondamentalmente improntato alla lotta contro possibili corruzioni politiche o malaffari all’interno del nostro Paese, nel dichiarato interesse dunque della collettività e grazie alla volontà di Ranucci e colleghi di tenerla informata.
Ecco, per l’appunto, era…
Male non fare, paura non avere, nel mondo politico non funziona.
Gli italiani, gli elettori, perdenti o vincenti che siano, non si accorgono che da tempo Report si occupa anche di filosofia politica, geopolitica e condizionamento dell’opinione pubblica con particolare riferimento all’irruzione del “nuovo che avanza”.
Report, mentre cattura l’attenzione degli ascoltatori sulla sagra del fungo porcino di Lariano, dimostrando che è impossibile tracciare la provenienza di un fungo da questa o quella località, decreta la volontà della nostra Presidente del Consiglio di celebrare il funerale della Unione Europea e con essa la fine del sistema liberale.
Boom !!!
Report lascia esplodere una bomba diversa da quella che distrugge le automobili della famiglia Ranucci ( grazie a Dio solo quelle, ovviamente) e con una strategia volta a sovvertire il disordine costituito mette in luce il conflitto esistenze tra due visioni del mondo di cui una, quella liberale, tanto cara a quel Signore delle Guerre che risponde al nome di Bernard Henry Levy, esige di entrare in guerra, quanto prima, contro il popolo russo.
Non ho la presunzione di conoscere la capacità di questi bravi giornalisti a misurarsi con l’eterogenesi dei fini e mi sento quindi di concludere che non è affatto sicuro che il risultato di ciò che essi producono sia coincidente con ciò che essi stessi hanno sperato.
I sondaggi a favore della Meloni dopo la “tempesta genocidiaria” sono la prova dei corti circuiti del mainstream in un senso e nell’altro.
Per il momento non mi sento di aggiungere altro ma l’argomento è tutt’altro che chiuso.

